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Domenica, 25 Febbraio 2024
Basket

Fontecchio no limits. Adesso è il leader degli Utah Jazz: «Cerco di prendermi più responsabilità»

Dopo una super prestazione al Madison Square Garden di New York, "Tempio" dello sport Usa, il pescarese ha trascinato la sua squadra alla vittoria sui Milwaukee Bucks di Giannis Antetokounmpo

La Fontecchio-mania continua a dilagare negli States. Tutti pazzi per il pescarese che al suo secondo anno in Nba, la Lega dei Marziani del basket, è già diventato un nome che conta.  Nello Utah, dove sono di casa i suoi Jazz, cresce l’amore per l’italiano, come già vi abbiamo raccontato, e si moltiplicano gli articoli dedicati a lui ed alle sue belle prestazioni in una squadra compatta di cui è già diventato leader. A 28 anni e alla sua stagione numero 2 in Usa, Simone da Pescara è paradossalmente uno dei più esperti e carismatici del gruppo. E le sue prospettive di crescita sembrano non avere limiti. Una crescita progressiva, ma costante, che l’ha portato in quest’ultimo periodo a raggiungere una posizione da titolare nel quintetto base.

Di recente ha sfoderato due grandissimi prestazioni a nobilitare ancor di più un redimento alto e continuo. La prima nel "Tempio" dello sport statunitense (e non solo). Al Madison Square Garden di New York, infatti, nella sconfitta dei suoi Utah Jazz contro i Knicks per 103-118,  Fontecchio ha griffato 14 punti con 5 rimbalzi, di cui 2 offensivi, 1 assist, 1 stoppata, 5/10 dal campo, 4/8 da tre e plus/minus neutro (0) in 29 minuti. Per Simone si è trattata della 20esima partita stagionale in doppia cifra di punti. Mostruoso. Ma non è finita qua.
Nella notte appena trascorsa (quella tra il 4 e il 5 febbraio, anche il "Dio greco del basket" si è dovuto inchinare all'abruzzese forte e gentile e ai suoi compagni. Gli Utah Jazz hanno ottenuto una grande vittoria, con in calce la firma si Siomen,  contro i Milwaukee Bucks dell'ellenico Giannis Antetokounmpo per 123-108, grazie anche a Simone Fontecchio, che ha contribuito con 11 punti in 24 minuti. Nonostante i 33 punti e 13 assist proprio di Giannis Antetokounmpo e i 27 di Bobby Portis, i Bucks sono stati sconfitti da quella che ormai per tutti è una sorta di indecifrabile mina vagante del torneo. 
Ed anche questa partita ha contribuito a far crescere la popolarità di Fontecchio negli Usa. Lo amano tutti: il coach, i compagni ed i tifosi. Ed è temuto e rispettato dagli avversari, in campo e sugli spalti. «L’anno scorso era molto silenzioso, mentre quest’anno sta dando prova di avere un grande buonsenso ed un umorismo profondo» ha detto al Corriere il coach degli Utah Jazz Will Hardy. «È molto sarcastico e si è ambientato benissimo all’interno del gruppo. È stato divertente vederlo crescere non solo in campo ma nel rapporto con i compagni di squadra». 
E lui non si nasconde: è uno dei veterani della squadra ed ha abbracciato la sua funzione di fare da guida e modello per giocatori più giovani.
«Cerco di prendermi più responsabilità, anche a livello vocale: magari dire qualcosa ai ragazzi più giovani anche durante le partite — ha commentato l’azzurro, sempre al Corriere—. È un qualcosa che loro vogliono da me e che io faccio volentieri». E poi: «Penso sia un processo di apprendimento ogni volta che qualcuno arriva in questa lega. Ci sono cose da imparare, da capire, certi meccanismi, certe dinamiche — spiega ancora Fontecchioall'edizione web del giornale —. Sicuramente mi sento più tranquillo adesso quando vado in campo. Ho la fiducia dell’allenatore, dei miei compagni e questo mi aiuta».
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