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Martedì, 28 Maggio 2024
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Sull'uso dei passi carrabili della strada parco il consiglio di Stato ribalta il Tar: accolto il ricorso Tua sulla sospensiva

Con l'ordinanza dell'11 aprile i giudici hanno riconosciuto come fondate le ragioni addotte dalla società che ha impugnato la decisione del Tribunale regionale amministrativo nei confronti di tre dei quattro ricorrenti. Critiche dal comitato Strada parco bene comune: "Un paradosso"

Ancora una volta nella vicenda della filovia sulla strada parco c'è stato un capovolgimento di fronte. Il consiglio di Stato ha infatti accolto il ricorso della Tua sulla sospensiva con cui al contrario il Tribunale amministrativo regionale aveva dato ragione ai quattro residenti che avevano presentato ricorso contro l'ordinanza dirigenziale del Comune di Montesilvano con cui, vista l'elettrificazione del tracciato, gli si vietava di fatto l'accesso dai passi carrabili che affacciano sulla strada dell'ex ferrovia.

Tre quelli contro cui la società di trasporto pubblico ha presentato il ricorso con il consiglio di Stato che ha ritenuto, come si legge nell'ordinanza dell'11 aprile, fondate le ragioni della Tua. Una decisione con cui di fatto si ribalta quanto stabilito dal Tar che, al contrario, aveva riconosciuto le ragioni addotte dall'avvocato Matteo Di Tonno che cura gl interessi dei residenti affermando che “a un primo sommario esame che debba essere garantita la sicurezza nella circolazione, implicante l'accesso sia pedonale che veicolare alle proprietà dei ricorrenti”.

Resta dunque in vigore l'ordinanza dirigenziale in attesa che il ricorso sia discusso nel merito davanti al Tar il 14 giugno con poi l'ovvia possibilità per chi dovesse perdere di andare avanti anche in questo caso in Consiglio di Stato.

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Tutta la vicenda ruota attorno ai semafori che si dovrebbero installare per rendere sicuro l'attraversamento della strada parco visto il passaggio del filobus e soprattutto quello alle abitazioni di chi ha il cancello che affaccia proprio sul tracciato. Una questione che in queste settimane ha continuato a generare polemiche vista l'installazione dei dissuasori sui marciapiedi e davanti ai cancelli delle abitazioni oltre ai cartelli di stop messi proprio dove ci sono i passi carrabili oggetto del contendere.

Un ricorso quello fatto contro la sospensiva portato avanti da Tua, come detto, nei confronti di tre dei quattro ricorrenti: escluso è stato il condominio che pure al Tar si è rivolto.

Una decisione che per Ivano Angiolelli, presidente del comitato Strada parco bene comune che torna a intervenire dopo quanto stabilito dal consiglio di Stato, genererebbe “un evidente disallineamento tra le diverse posizione soggettive” ricordando un'altra sentenza dello stesso consiglio di Stato, quella dell'agosto 2023 con cui ha di fatto perso la battaglia giudiziaria contro la realizzazione della filovia sull'ex tracciato ferroviario con il "sì" al proseguo dei lavori. Ma anche una sentenza con cui i giudici affermavano che i passi carrabili “debbano essere disciplinati con semafori, trattandosi di prescrizione ministeriale di agevole realizzazione”. Una decisione con cui in sostanza, sottolinea Angiolelli ribadendo che per il Comitato già quella decisione del 2023 si baserebbe su un presupposto non fondato in relazione al doppio binario che non di fatto non ci sarebbe, il consiglio di Stato smentirebbe se stesso avendo con quella sentenza affermato che i semafori andavano messi e con l'accoglimento del ricorso contro la sospensiva di oggi detto esattamente il contrario. Come se bastassero in sostanza cartelli e dissuasori. Insomma: "un paradosso".

Una soluzione e una decisione che dunque non avrebbero fondamento per il comitato che continua a parlare di un progetto fallimentare ricordando ancora una volta che a fallire è stata anche la società (Van Hool) da cui si è deciso di acquistare i mezzi della filovia ritenuti dallo stesso inidonei per l'infrastruttura cui si oppongono da sempre.

Per questa ennesima battaglia su cui le posizione non possono che restare totalmente distanti tra chi il progetto lo difende e lo vede come quello che farà di Pescara una città di dimensione europea e che assicura che presto i filobus saranno pienamente operativi, e chi invece a questa realtà non crede e non ha mai creduto, non si potrà dunque far altro che attendere l'udienza del 14 giugno nella consapevolezza che difficilmente sarà l'ultima sulla tanto discussa vicenda della filovia.

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