Raccolte 1000 firme in tre giorni per il parco archeologico al Rampigna

Successo, a meno di tre giorni dal suo lancio sulla pagina social 'Pescara Segreta', per la petizione rivolta al Comune di Pescara per continuare gli scavi archeologici e realizzare nell'area il primo parco archeologico della città

A meno di tre giorni dal suo lancio su 'Pescara Segreta', pagina social dedicata alla riscoperta della storia cittadina, la petizione rivolta al Comune di Pescara per continuare gli scavi archeologici e realizzare nell'area il primo parco archeologico della città ha già raccolto oltre 1000 firme. La petizione, reperibile a questo link, invita il sindaco Masci, gli assessori e anche le altre forze politiche presenti in consiglio comunale a collaborare assieme per valorizzare, dopo decenni di abbandono e degrado, le vestigia storiche ancora nascoste sotto l'ex campo sportivo.

In particolare, lo ricordiamo, i primi sondaggi archeologici effettuati nelle recenti settimane hanno già restituito sepolture italiche, romane e medievali, manifatti antichi in muratura, un frammento di arco in pietra forse risalente ad un monumento funebre medievale, un tratto delle possenti mura della fortezza spagnola e, infine, frammenti di suppellettili in ceramica risalenti all'epoca pre-romana e al medioevo.

Tali reperti sono emersi nell'ambito di scavi preliminari dalle dimensioni ridotte mentre, lo ricordiamo, il sito archeologico occupa verosimilmente l'intera area compresa tra la ferrovia e la Questura, di cui alcuni già auspicano la futura delocalizzazione, allo scopo di restituire alla città l'intera area un tempo occupata dal lato nord della piazzaforte di Pescara e, prima ancora, da una necropoli e, forse, persino una parte dell'insediamento di Aternum. Pubblichiamo di seguito il testo dell'appello già sottoscritto da oltre 1000 cittadini.

Per molti decenni, le testimonianze del passato di Pescara sono state sistematicamente danneggiate, ignorate o - nella migliore delle ipotesi - ricoperte dopo brevi saggi archeologici. Pensiamo al destino del mosaico romano della Golena Sud, al degrado in cui versano i resti del sito di Santa Gerusalemme, alle vestigia bizantine e medievali di piazza Unione, rimaste sottoterra nonostante la piazza sia stata ripavimentata ben due volte dalla loro scoperta.

I recenti sondaggi archeologici condotti dal Comune presso l'ex campo Rampigna hanno determinato ormai con certezza la presenza di un sito archeologico ricchissimo, il quale ha già restituito (su un'area di ricerca minima rispetto all'enorme potenziale dell'area) sepolture, ceramiche e manufatti risalenti al periodo italico, romano e medievale, nonché un tratto di mura perimetrali della piazzaforte spagnola di grandi proporzioni.

Le fonti dei secoli passati (e.g. Romanelli, Pollidoro) e quelle accademiche presenti (Staffa) ci riferiscono inoltre che il sito archeologico, verosimilmente esteso a tutta l'area compresa tra la ferrovia, via Pesaro e via Caduta del Forte, potrebbe restituire un numero elevatissimo di sepolture, reperti e resti di epoca antica e medievale. Secondo alcuni, infine, l'area celerebbe addirittura le vestigia di un tempio romano, rimaste visibili fino al XVI secolo. Alla luce di questi ed altri elementi:

  • chiediamo che il Comune di Pescara accantoni definitivamente ogni progetto di riapertura del campo sportivo un tempo presente in loco
  • chiediamo che si proceda immediatamente all'attivazione di ogni canale necessario a reperire i fondi necessari a fare una campagna di scavo ad ampio spettro, ricorrendo a finanziamenti sia pubblici che privati, anche attraverso la ricerca di mecenati privati e, perché no, di crowdfunding, alla luce della grande emozione suscitata in città dalle recenti scoperte archeologiche
  • chiediamo che, una volta terminata la campagna di scavi, si proceda a mettere in sicurezza i reperti in loco, trasformando l'ex campo sportivo in un grande parco archeologico ed esponendo i reperti più preziosi presso un museo cittadino
  • chiediamo che, nel medio periodo, si studino soluzione volte ad includere in tale parco archeologico anche l'area occupata dalla chiesa della Madonna del Carmine (ex cappella della fortezza). Nel lungo periodo, si potrebbe studiare la delocalizzazione della stessa Questura ad altra zona di Pescara, in modo da rendere possibile la riscoperta dell'intero sito archeologico
  • chiediamo in generale ai destinatari della presente petizione, di visionare e prendere in considerazione le proposte per la riscoperta della storia di Pescara ed il rilancio del suo centro storico contenute nel dossier denominato "Aternum 2040"

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