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Falsi prestiti europei, commercialista arrestata ammette responsabilità

Ha parzialmente ammesso le proprie responsabilità Simona Pestilli, consulente del lavoro di Montesilvano finita ai domiciliari per un'inchiesta della Guardia di Finanza relativa a presunte truffe con fondi europei inesistenti

E' stata interrogata questa mattina dal Gip Sarandrea e dal Pm Del Bono Simona Pestilli, la 39enne di Montesilvano consulente finanziaria arrestata due giorni fa dalla Guardia di Finanza per una presunta truffa da 330 mila euro ai danni di 142 clienti riguardante falsi prestiti con fondi europei.

La donna, difesa dall'avvocato Tucci, ha spiegato che alcune pratiche sono andate a buon fine, e che il numero di clienti interessati in realtà non supera la cinquantina. Inoltre, la Pestilli ha spiegato che ad alcuni di loro sono stati offerti rimborsi, accettati solo da una parte dei clienti.

L'avvocato ha anche specificato che la cifra di 330 mila euro fa riferimento agli introiti totali dell'attività che la donna ha ereditato dal padre, e dunque non è interamente riconducibile alla questione dei prestiti.

Gli indagati sono sei in tutto. Ricordiamo che secondo l'accusa la donna avrebbe promesso prestiti a soggetti ed aziende protestate o debitrici con Equitalia per 330 milioni di euro, da attingere da una presunta società inglese e per avviare le pratiche avrebbe chiesto caparre del 4% rispetto alla cifra richiesta. Prestiti che, secondo le vittime, non sarebbero mai stati erogati.

Il legale ha chiesto la revoca degli arresti domiciliari.

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