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Presentato il piano di rinascita della riserva dannunziana: i primi 200 nuovi pini d'Aleppo pronti ad essere piantati

Alberitalia cui il Comune si è affidata ha presentato il suo piano. Non appena sarà concluso lo studio sulle caratteristiche genetiche del nostro pino saranno innestate con però la necessità di rimuovere Robinia e Alianto. Quindi il terreno di via della Bonifica in vista dell'accorpamento e il punto sulla rimozione degli alberi devastati dall'incendio. Presto un convegno in città

Duecento pini d'Aleppo saranno ripiantati nella riserva dannunziana e l'obiettivo, anche grazie a uno studio Cnr commissionato dalla fondazione AlberItalia che sta collaborando con il Comune e con cui si intende verificare le caratteristiche genetiche delle popolazioni di pini d'Aleppo, è quello di metterne ancora di più. Per farlo però è prevista la rimozione delle specie legnose invasive quali la Robinia e l'Ailanto. . Sul tema, il tavolo ha concordato sulla necessità di procedere con delle operazioni sperimentali di rimozione, prima dei prossimi lavori e compatibilmente con il piano della Riserva. Una rimozione su cui, tutti d'accordo, si partirà con una sperimentazione prima di andare avanti con gli altri interventi e sempre compatibilmente con il piano della Riserva.

Queste le linee guida per la ricostituzione della vegetazione della pineta dannunziana devastata dall'incendio del primo agosto 2021, illustrate proprio da Alberitalia al sindaco Carlo Masci, all'assessore al verde Gianni Santilli e ai tecnici del comune oltre a quello dell'università e gli esperti del comitato nominati subito dopo i fatti dell'estate di tre anni fa.

Per quanto riguarda quei 200 esemplari di pino d'Aleppo da impiantare e che il Comune ha già iniziato a coltivare sarà sempre la fondazione a individuare i migliori spazi in cui inserirli cosa che avverrà (senza oneri per il Comune) non appena si conosceranno meglio le caratteristiche genetiche dei pini della nostra riserva. Le operazioni, è emerso ancora dal tavolo, saranno progressive e graduali dovendo far coincidere i tempi della Natura, le tempistiche burocratiche e gli aspetti tecnico scientifici. Saranno coinvolte le migliori professionalità della fondazione Alberitalia che conta al suo interno docenti di Ecologia e gestione forestale di tre università italiane e dottori forestali, assieme ai botanici dell’università de L’Aquila.

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L'incontro è stato anche l'occasione per la fondazione per riferire anche del proseguo dei lavori di rimozione degli alberi morti a seguito dell'incendio: finite le operazioni nel comparto 5 con quelle nel comparto 4 che vanno avanti velocemente.

Si è parlato anche delle linee guida per la rigenerazione urbana e la rinaturalizzazione del sedime della Strada della Bonifica. Le linee guida sono orientate verso una serie di interventi che potranno contribuire in modo sostanziale alla riconnessione ecologica delle aree della riserva e all’amplificazione dei benefici che gli ecosistemi potranno erogare alla città.

Soddisfazione è stata espressa dall’amministrazione comunale, che ha promosso il piano di rinascita della pineta dannunziana subito dopo l'incendio e da allora, si legge in una nota inviata dall'ente, “dà continuamente impulso, organizza e partecipa a tutti i passaggi finalizzati alla ripresa del polmone verde, auspicando, nel contempo, una riduzione dei tempi, assecondando i tempi della natura”.

Sul tema della rinascita della riserva si terrà presto anche un convegno visto il sì dato dal sindaco alla fondazione perché potesse organizzarlo. “Con grande passione e determinazione e con le migliori professionalità – dichiara Masci - prende corpo il progetto per vedere la nostra Pineta rinata e ancora più bella e fruibile di prima, mentre si sviluppa anche il piano di accorpamento dei comparti 4 e 5 che porterà all'ampliamento della Pineta di altri 20mila metri quadrati, per dare alla nostra città sempre più verde”.

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