Divieto alcolici, il centrosinistra: "È il caos, si rischiano assembramenti e clandestinità"

I consiglieri comunali Di Iacovo, Sclocco, Catalano, Cuzzi, Giampietro, Pagnanelli e Frattarelli criticano le ultime decisioni del sindaco: "Se si vuole proibire il consumo da asporto, si tolga subito lo strozzante limite di orario"

Giovanni Di Iacovo

Dopo la decisione di vietare la vendita e il consumo di alcolici fuori dagli spazi consentiti, l'accusa del centrosinistra è forte: l'opposizione parla infatti di "caos ordinanze del Comune" e paventa il rischio di "assembramenti e clandestinità". I consiglieri comunali Di Iacovo, Sclocco, Catalano, Cuzzi, Giampietro, Pagnanelli e Frattarelli criticano gli ultimi provvedimenti del sindaco: "Se si vuole proibire il consumo da asporto, si tolga subito lo strozzante limite di orario".

Ecco cosa si legge in una nota:

"Prima si incoraggiava l’asporto per poter consumare bevande lontano dalla congestione, oggi viene proibito il consumo nelle zone distanti dall’addensamento di locali ma, contemporaneamente, sono stati accorciati gli orari di apertura delle attività con l’ovvio risultato di aver creato una straordinaria concentrazione nelle poche e ristrette fasce orarie a disposizione".

Per il centrosinistra "è palese che i tantissimi ragazzi e ragazze di Pescara non andranno a dormire, d’estate, a mezzanotte, e questo ovviamente poterà a una sola cosa: serate 'clandestine' di ragazzi stipati e assembrati. Solo ciò che è sotto gli occhi è controllabile, quindi bisogna far sì che tutta la vita sociale notturna sia sotto gli occhi di tutti, e non gettarla in clandestinità".

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E così l'opposizione propone un altro tipo di vita sociale: "All’interno del perimetro di uno stabilimento, il distanziamento può essere controllato". Anche perché "agli agenti non possiamo certo chiedere di entrare negli appartamenti, dove i ragazzi di Pescara si rifugeranno in quanto tutto il resto è proibito".

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