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VIDEO | Tensotrutture FdI alla Nave di Cascella, il centrosinistra: "Vanno rimosse, autorizzazione viola la legge regionale"

I consiglieri di minoranza (Partito democratico e lista Sclocco sindaco) e il vicepresidente del consiglio regionale Antonio Blasioli (Pd) chiedono di spostare tutto perché dietro l'evento di Fratelli d'Italia "non c'è nessun fine turistico-ricettivo. Violazione del buon senso elettorale e precedente pericoloso: chiunque potrebbe chiedere di occupare per un mese la spiaggia libera per eventi privati"

Rimuovere le tensostrutture e spostare l'evento da un'altra parte. Al centrodestra il centrosinistra e nello specifico i consiglieri comunali del Pd e della lista Sclocco sindaco oltre al vicepresidente del consiglio regionale Antonio Blasioli (Pd) chiedono di revocare la autorizzazioni con cui hanno concesso a Fratelli d'Italia tutta l'area retrostante la Nave di Cascella per la conferenza programmatica che porterà anche la premier Giorgia Meloni in città dal 26 al 28 aprile, giorno quest'ultimo in cui il presidente del consiglio chiuderà i lavori.

Questo non solo perché le tensostrutture hanno letteralmente ostruito ogni passaggio alla spiaggia libera togliendola anche alla vista di cittadini e turisti, ma soprattutto perché le autorizzazioni che hanno permesso di montare la grande struttura già dal 13 aprile e che lì resterà fino al 5 maggio, violerebbero quanto previsto dalla legge regionale. A tornare su quello che è diventato un vero e proprio caso sono quindi oltre a Blasioli i consiglieri comunali del Partito democratico Piero Giampietro (capogruppo), Francesco Pagnanelli, Stefania Catalano, Marco Presutti e Giovanni Di Iacovo oltre a Mirko Frattarelli (Sclocco sindaco).

Un'occupazione dietro la quale, questo il timore, ci sarebbe anche una manovra elettorale visto le ormai prossime elezioni comunali e l'arrivo a giorni della par condicio.

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“Pensiamo – afferma Giampietro – che questo evento non si potesse far qui perché la legge regionale dice chiaramente che quest'area può essere usata per finalità turistiche e ricettive. Invece il centrodestra ha organizzato un evento chiuso al pubblico che oltre a chiudere alla vista la spiaggia libera più bella di Pescara, non è legata né al turismo né alla ricettività. Riteniamo quindi – rimarca – che l'autorizzazione non sia corretta o vada revocata o chiunque potrà pensare di fare qui qualsiasi attività scollegata da quelle turistico- ricreative”.

Sono ben 17 le tipologie di attività per cui quelle autorizzazioni si possono chiedere si legge proprio nella legge regionale citata e mostrata da Giampietro. Si va dagli stabilimenti balneari con impianti mobili ai servizi di ristorazione in forma indipendente o sempre legati ad attività di stabilimento, fino agli impianti sportivi per gli eventi ad aree attrezzate per cani e gatti.

Quella cui si è di fronte, incalza quindi Pagnanelli, è una “palese forzatura dell'amministrazione comunale e del partito di Fratelli d'Italia che mette i propri tendoni nel punto più frequentato della città. Lo ha fatto una settimana fa e lì li lascerà fino al 5 maggio per una convention di tre giorni. È palese – ribadisce – che siamo davanti alla forzatura del buon senso elettorale e delle regole che dovrebbero garantire una sfida serena e senza pressioni di chi attualmente amministra la città”. Il timore che dietro tutti ci sia, dice anche Giampietro, “la scusa di mettere il simbolo del partito per un mese intero”.

“Il centrodestra – conclude - deve prendersi la responsabilità e revocare questo atto o si creerebbe un precedente per cui tutti i privati potrebbero chiedere di occupare un domani la spiaggia libera anche per un mese”.
 

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