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Venerdì, 28 Gennaio 2022
Cronaca

Truffe online a Pescara: tre arresti, sedici indagati

Nonostante la giovane età, avevano ideato un sistema criminoso molto efficace che permetteva di guadagnare con delle truffe online fino a 10 12 mila euro a settimana. In manette tre giovani pescaresi

Hanno approfittato della buona fede dei potenziali acquirenti, con i quali instauravano anche rapporti diretti telefonici per conquistare la loro fiducia, per truffare decine di persone in tutta Italia.

Per questo, tre giovani pescaresi pregiudicati,  Kevin Manfrini, 32 anni, Cristian Ranghelli, 20 anni, e Denise Canale, 21 anni, sono finiti in manette questa mattina a seguito di un'indagine condotta dalla Polizia Stradale di Pescara sottosezione Pescara Nord e dalla Polizia Postale.

Manfrini è finito in carcere, mentre per la giovane coppia di fidanzatini sono scattati i domiciliari. Tutto ha inizio con una denuncia presentata alla Polizia Stradale Pescara Nord, diretta dall'ispettore Pulcini, di una persona che aveva acquistato dei ricambi auto pubblicati su un sito di annunci internet. Dopo aver pagato in anticipo la merce, a seguito di un contatto telefonico col presunto compratore, non ha mai ricevuto nulla ed il venditore era diventato anche irreperibile.

Un sistema che, come dimostrato dalla Polizia, era collaudato ed utilizzato per decine di altri casi in tutta Italia, almeno 40 anche se come accertato grazie alle indagini sono molti di più gli utenti truffati. Per farsi pagare, gli arrestati utilizzavano Postepay e carte di credito prepagate intestate a prestanome, spesso tossicodipendenti o persone indigenti che per pochi euro aprivano le carte a loro nome e poi le cedevano ai tre.

Truffe online arresti Pescara 18 10 2013

Venivano messi in vendita ricambi auto, ma anche fotocamere, iPhone, televisori, autoradio e molti altri prodotti. Tutti a prezzi molto vantaggiosi per attirare facilmente potenziali clienti. A quel punto, scattava la trattativa telefonica che spesso si concludeva con un versamento in anticipo da parte dell'aquirente o col pagamento dell'intera somma pattuita. Sedici in tutti gli altri indagati. I fatti risalgono al periodo che va dall'agosto 2011 al dicembre 2012. Nonostante sapessero di essere indagati, i responsabili hanno proseguito nel tempo con i raggiri.

Le false inserzioni venivano pubblicate su siti di annunci come subito.it e simili. La Polizia Postale consiglia sempre di procedere a pagamenti in contrassegno o comunque con bonifico bancario, evitando di ricaricare carte prepagate.

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