Cronaca

Pescara: false fidejussioni per milioni di euro, sgominata organizzazione criminale

Vittime illustri nella maxi truffa scoperta dalla Polizia Postale e Guardia di Finanza di Pescara. False fidejussioni utilizzando dati e nominativi di veri istituti per milioni di euro. Nei guai nove persone

Un'organizzazione criminale capillare, con al vertice un romano che, assieme ad altri soci, gestiva in tutta Italia broker che a loro volta reclutavano clienti e vittime. A disposizione anche due cassieri, due fratelli, che si occupavano di attivare e gestire i conti correnti sui quali venivano poi convogliati i soldi rubati. Tanti soldi.

La stima accertata è di almeno 7 milioni di euro incassati in modo fraudolento con 133 false fidejussioni ma gli inquirenti sono certi che il numero è ben più ampio, considerando la portata dell'organizzazione e la capacità di attirare clienti che, in alcuni casi, erano davvero di prestigio.

Fra i nomi, infatti, non solo società, privati e liberi professionisti, ma anche enti pubblici e Agenzie governative, fino ad arrivare a quattro società di calcio (Chieti, Treviso, Casale e Como) alle quali sono state vendute quattro fidejussioni false per l'iscrizione al campionato di Lega Pro.

L'indagine è partita da Pescara, ed ha visto coinvolte anche altre procure (Roma, Rieti e Torino). A far partire l'inchiesta, infatti, è stato il presidente di Confidi Mutualcredito pescarese, che ha segnalato diversi casi di clienti che avevano sottoscritto fidejussioni a nome dell'istituto.

Da qui il lungo e complesso lavoro della Polizia Postale assieme alle Fiamme Gialle pescaresi che, dopo oltre un anno di indagini, sono riuscite a ricostruire l'intera rete ed il modus operandi del sodalizio criminale.

Sequestrato anche il sito www.confidimutualcredito.it e le caselle email ad esso collegate, come info@confidimutualcredito.it. Riferimenti sul web falsi che servivano da esca per attirare clienti e vittime del raggiro. Ma sono diversi gli istituti di credito truffati con lo stesso sistema.

Grazie all'utilizzo di dati e documenti personali falsi, venivano aperti conti paypal, numeri di fax online e numeri verdi con l'obiettivo di ingannare i potenziali clienti, convinti di parlare con i veri responsabili degli istituti di credito.

L'ideatore della truffa, un romano pregiudicato, era già finito in carcere per altre vicende (fra cui una rapina), ed aveva addirittura contattato nel tempo diverse testate online per chiedere di cancellare il suo nome da articoli riguardanti fatti di cronaca che lo vedevano come protagonista.

Oltre 200 le vittime in tutta Italia. Il Dirigente della Polizia Postale Sorgonà, assieme al Colonnello Odorisio Comandante della Guardia di Finanza di Pescara, ha sottolineato come le indagini non sono concluse, ed anzi, sicuramente ci saranno nuovi sviluppi nei prossimi mesi analizzando tutto il materiale informatico e cartaceo sequestrato.

Il falso capitale garantito dagli arrestati ammonta ad oltre 230 milioni di euro.

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