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Martedì, 17 Maggio 2022
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Filovia, il comitato strada parco: "Insistere non è più un errore, ma una colpa"

Il vicepresidente Biondi replica ai presidenti di commissione Foschi e Pastore: "Il progetto si dimostra fallimentare e di fronte alle nostre osservazioni tecnici imbarazzati"

Se c'è qualcosa che è emerso dalle commissione congiunte mobilità e lavori pubblici in merito questione della filovia sulla strada parco è che, quello che si sta portando avanti, è un progetto che si conferma fallimentare e insistere non è più un “errore” ,ma rischia di diventare “una colpa”.
Maurizio Biondi, vicepresidente del comitato Strada parco bene comune, replica così ai presidenti delle stesse Armando Foschi e Massimo Pastore che hanno annunciato, entro un anno, il termine dei lavori per consentire il passaggio dei mezzi a trazione elettrica, lunghi 18 metri e con una capienza per 137 passeggeri.

“Un anno di lavori ulteriori per un progetto del quale era stato certificato il completamento al 98 per cento. Basterebbe questo dato, emerso clamorosamente in commissione, per esplicitare lo stato miserando di un'opera caratterizzata da una procedura decennale fallimentare”, commenta Biondi.

“Tuttavia, si prevede a breve l'avvio di un conteggio alla rovescia che dovrebbe portare alla fantomatica messa in esercizio di un sistema per il quale mancano le condizioni essenziali – incalza -: di fattibilità tecnica, sostenibilità economica e sicurezza di esercizio”. Il vicepresidente del comitato denuncia poi l'imbarazzo da parte dei tecnici Tua nel corso della seduta nei confronti del presidente del comitato, Ivano Angiolelli che ha portato in aula le osservazioni che, il giorno prima, aveva sollevato in occasione del sit-in organizzato da chi chiede, ormai dal 1996, che la strada parco resti pedonale e polmone verde della città.

“Osservazioni rimaste inusitatamente senza risposta da parte degli imbarazzati tecnici presenti – afferma infatti Biondi -. Imbarazzo naturalmente omesso nel comunicato stampa di circostanza emesso dai presidenti Foschi e Pastore al termine della commissione. Ignorare la realtà non costituisce mai una soluzione. Le responsabilità sono e rimarranno tutte in capo ai protagonisti politici di una scelta urbanistica drammaticamente perdente. Un errore che, se consumato con l'ostinazione ostentata dall'amministrazione comunale di Pescara – conclude -, si trasformerebbe in colpa. Grave”.

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