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Lunedì, 20 Maggio 2024
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La società produttrice dei filobus fallisce e il comitato Strada parco torna a incalzare su mezzi e barriere architettoniche [FOTO]

La stampa belga ha battuto la notizia del fallimento ufficiale della Van Hool che sarà acquisita, ma con una importante perdita di posti di lavoro. Una notizia commentata anche dal comitato che quegli autobus li ha sempre criticati e che vede nel fallimento della società la prova del fallimento del progetto Pescara-Montesilvano. I dissuasori? "Un atto disperato"

La Van Hool, l'azienda belga produttrice dei mezzi del filobus è fallita per bancarotta come riportato dai media d'oltralpe e in particolare dal quotidiano locale De Standaard. C'è già chi la rileverà, ma questo, da quanto si apprende, costerà almeno 1.600 posti di lavoro. Una notizia che non ci ha messo molto ad arrivare al comitato Strada parco bene Comune che appresa la torna a criticare Tua per l'acquisto di quei mezzi sulla cui tipologia ha sempre sollevato dubbi come lo tesso ricorda, e  puntando ancora una volta il dito anche sul tracciato che dovrebbero percorrere e cioè proprio quello della strada parco dove il fallimento lo decreterà, sostiene il comitato, il mancato abbattimento delle barriere architettoniche.

A intervenire con diversi post sui social pubblicati nelle ultime ore sono il presidente e il vicepresidente del comitato Ivano Angiolelli e Maurizio Bondi. Già qualche giorno fa il primo con un post con cui commentava la crisi in atto della società belga a quanto pare ora ufficialmente fallita, scriveva: “la stazione appaltante avrebbe potuto dar seguito ai buoni suggerimenti di fine settembre 2021 rassegnati dallo studio legale Di Tonno al rup (responsabile unico della filovia) all’esito dell’ordinanza cautelare del Tar (Tribunale amministrativo) di Pescara, posto che il pre-ordine del 22 dicembre 2020 non contemplasse penali di sorta per il potenziale acquirente. L’incauto acquisto portato avanti da Tua per condizionare strumentalmente il giudizio amministrativo presso il consiglio di Stato – aggiungeva -, si è rivelato un boomerang disastroso per l’azienda unica regionale dei trasporti, oltre che un pessimo affare commerciale condotto a beneficio esclusivo dell’appaltatore inadempiente”. Il riferimento è alla sentenza con cui si è dato il “sì” definitivo all'opera al termine della lunga battaglia giudiziaria portata avanti dal comitato proprio con il sostegno dello studio Di Tonno.

Alla luce della notizia di oggi rimarca come “dopo il fallimento del costruttore olandese Apts costruttore del fantomatico Phileas oggi, a distanza di dieci anni di brutte figure, è toccato alla Van Hool produttrice del modello full electric Exqui.City18T”, tornando a definire quello di Pescara il progetto “della peggiore classe dirigente della storia della città dannunziana” e parlando in sostanza di nuovo “bidone rifilato ai distratti ingegneri” della Tua e chiedendosi se non finirà con il classico “non c'è due senza tre e il quarto vien da sé”.

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Mezzi che per il comitato non sarebbero idonei a circolare, questo quello che ha sempre sostenuto con anche una segnalazione sul tema arrivata alla nostra redazione da un lettore: la condivisione di un video di prova di frenata di quegli autobus che hanno spinto qualcuno a sottolineare come capisse “perché a Rimini hanno contingentato gli attraversamenti e le interferenze, che invece a Pescara sono in abbondanza” puntando il dito su un altro cavallo di battaglia del comitato: quello delle batterie ritenute insufficienti per percorrere il tracciato. Un tema tornato in auge qualche settimana fa quando era stata la Tua a spiegare le ragioni legate alla continua ricarica dei mezzi, cosa richiesta dal produttore per mantenere la garanzia, e rassicurando quindi su un problema che in realtà non ci sarebbe affatto.

Certo è che sulle dimensioni e le caratteristiche dei Van Hool il comitato è sempre stato critico e la notizia del fallimento della società per lo stesso non sarebbe dunque altro che l'ennesima prova del fatto che quel progetto sarebbe sbagliato così come quegli autobus che percorreranno quella strada parco dove sono comparsi tanti avvisi di attraversamento pedonale finiti con tutti i dissauasori anch'essi nella bufera, ma dove, denuncia il vicepresidente Maurizio Biondi, a non scomparire sarebbero state le barriere architettoniche.

“Le immagini rappresentano al meglio la condizione insuperabile di inaccessibilità al sistema di trasporto rapido collettivo forzosamente instradato sulla strada Parco Montesilvano-Pescara accertata nelle intersezioni con via Lavino, via Basento e via Arno – scrive Biondi postando diverse immagini (vedi gallery pubblicata in fondo al pezzo)”. Proprio la loro presenza, questo quanto si sostiene, avrebbe spinto a installare quei dissuasori per avvertire dei pericoli di attraversamento pedonale.

“Un atto disperato, a opera di chi – afferma - avendo percepito il mondo che ti crolla addosso, si ingegna a porre in essere soluzioni all’impazzata, pur di affermare un mezzo di trasporto qual che sia nel posto più sbagliato che ci sia. Uno scandalo al sole di aprile, che grida vendetta per il prezioso denaro pubblico mal speso per entità rilevante a danno grave del patrimonio comune”.

Filovia e barriere architettoniche: le foto del comitato stada parco

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