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Giovedì, 26 Maggio 2022
Basket

Del Principio, dall'Abruzzo in Ucraina: "Sono al sicuro, ma soffro per questo popolo"

Il 35enne di Atri è il preparatore atletico del Prometey Kamianske, club della Superliga ucraina, ed ex dell'Amatori Pescara. Da due settimane con la squadra è in ritiro a Praga: "Siamo protetti, ma alcuni nostri giocatori hanno mogli e figli sotto le bombe..."

Un italiano con il cuore ormai giallo e azzurro, come i colori della bandiera dell'Ucraina. Matteo Del Principio, 35 anni, di Atri, preparatore atletico del Prometey Kamianske, club rivelazione della Superliga (la serie A) ucraina di basket, ha lasciato il Paese con staff e squadra due settimane fa, prima che le bombe diventassero quelle vere, che portano morte e distruzione, e non più quelle dei suoi giocatori (nel gergo cestistico i tiri da tre punti). "Sto benissimo, siamo al sicuro: da alcuni giorni siamo in ritiro vicino Praga e quindi superprotetti, fortunatamente", ha detto Matteo intervenendo in diretta su Cerrano Web, la web radio della sua città, Atri.

"Qui al Prometey l'ambiente è internazionale - racconta - . Nel roster ci sono ucraini, ma anche cinque americani, un croato. Nello staff anche un serbo e un israeliano. Io sono l'unico italiano. Il morale, per tutti, è davvero sotto i tacchi. E' dura. Ero tornato a casa per la pausa delle Nazionali, solo poche settimane fa. L'atmosfera era pesante da noi, ma solo quando sono tornato in Ucraina ho capito quanto stesse degenerando la situazione. Ho sentito una percezione fisica di questo dolore.In squadra abbiamo giocatori ucraini che non hanno potuto portare le famiglie qui in ritiro in Repubblica Ceca. Con i loro bambini, e le mogli, ancora oggi sotto le bombe. E non possono fare nulla, solo stare seduti e aspettare. Una sensazione d'importenza che ci fa stare male".

Una stagione sensazionale a livello sportivo, fino a pochi giorni fa, ora diventata un incubo per i problemi politici, sociali e bellici. "Io sono qui dallo scorso agosto, dalla preseason. Il popolo ucraino? Io qui sono arrivato come professionista e quindi con le mie idee e concentrato sullo sport, ma dopo pochi giorni sono stato catapultato in una grande famiglia grazie alla loro accoglienza. E' stato un anno raro, per la chimica di squadra che si è creata. Ora la sofferenza è tanta, sento il popolo ucraino come una seconda famiglia. La loro identità e la loro dignità sono un esempio, un messaggio di unione per tutta l'Europa. Dal loro coraggio c'è solo da imparare".

Del Principio ha scoperto in questi mesi quanto fosse forte e sentita la voglia degli ucraini di aprirsi al mondo: "Hanno una grande volontà di apertura, molto forte, si avvertiva in ogni cosa. Oggi la loro mentalità resta, ma a livello strutturale il Paese sta subendo tanti danni".

Il Prometey stella del basket europeo: imbattuta da 25 giornate nel campionato, da poco ha alzato al cielo la Supercoppa e sogna anche in Champions. "Il club è molto giovane, esiste da tre anni, ma grazie al progetto del suo presidente in sole tre stagioni è arrivato nella Superliga ucraina e poi nelle Coppe Europee. Stiamo disputando la Champions League, siamo tra le migliori sedici e lottiamo per la Final Eight di maggio: sarebbe un risultato incredibile, anche motivo di orgoglio per il club di un Paese che soffre così tanto".

Del Principio non è l'unico abruzzese a lavorare in Ucraina, sempre nello sport: fino a pochi giorni fa c'era anche Marcattilii, teramano, preparatore dello Shakhtar Donetsk, ieri tornato a casa: "Mi sono sentito giornalmente con Marco Marcattilii, il preparatore dello Shakhtar Donetsk che era a Kiev nei giorni scorsi, anche se di persona non ci siamo mai incontrati in questi mesi. So che è rientrato a casa dopo un viaggio lunghissimo, sono contento che sia al sicuro".

Matteo Del Principio quest'anno è alla prima esperienza all’estero della sua carriera, dopo aver iniziato come preparatore fisico a Roseto e aver proseguito la carriera a Pescara e San Severo. Per lui anche uno stage in NBA con gli Atlanta Hawks e l’incarico in Serie A con Reggio Emilia, prima dell’impegno internazionale. Atri è sempre nel suo cuore, da giorni riceve valanghe di messaggi da parte dei suoi concittadini: "Ringrazio tutti i miei concittadini, che in questi giorni mi stanno inondando di affetto".

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