La replica dell'assessore regionale Verì al M5s: "L'Abruzzo è pronto in caso di una nuova ondata di contagi"

L'assessore regionale alla sanità risponde alle dichiarazioni fatte dalla capogruppo alla regione del M5s Marcozzi sulla gestione dell'emergenza sanitaria

L'Abruzzo è pronto ad affrontare un'eventuale seconda ondata di contagi da Coronavirus. Lo ha detto l'assessore regionale alla sanità Verì rispondendo all'interpellanza presentata dalla capogruppo al consiglio regionale Marcozzi, del M5s, che ha parlato di una giunta Marsilio poco trasparente ed immobile nel predisporre un piano per gestire un aumento dei contagi, dopo i numeri in salita delle ultime settimane anche in Abruzzo.

IL M5S CHIEDE RISPOSTE ALLA REGIONE SULLA GESTIONE DELL'EMERGENZA COVID

Secondo l'assessore, il M5s utilizza il delicato tema del Coronavirus per fare propaganda politica, ricordando che l'Abruzzo è fra le prime regioni ad aver approvato il piano di rete ospedaliera Covid, l'assistenza territoriale e domiciliare con protocolli che stanno già funzionando anche in questi giorni in cui i numeri stanno tornando a crescere:

Non ha senso guardare solo a quel segno piu' in termini assoluti, ma va invece considerato, ad esempio, se si tratta di casi da sospetto diagnostico o da attivita' di tracciamento. Queste ultime, infatti, rappresentano un fattore positivo nella gestione della pandemia, perche' significa che il sistema di controllo delle Asl funziona e riesce ad aggredire e isolare i focolai, limitandone l'estensione. Il dato, dunque, va letto in termini complessivi, in un'ottica di trend altrimenti si rischia solo di ingenerare inutili allarmismi.

La Verì evidenzia come anche il dato sulla pressione ospedaliera vada letto nel modo corretto: più ricoveri precoci e più casi presi preventivamente significano poi molti più pazienti che proseguiranno le terapie a domicilio, mentre sul fronte dei tamponi non si registrerebbe alcuna carenza.

Sui tempi di effettuazione degli esami non si registrano attese superiori ad un paio di giorni, cosi' come non superano le 24-48 ore i tempi di risposta. Nel report di ieri, ad esempio, tutti i tamponi erano stati prelevati tra il 25 e il 26 settembre.

L'assessore infine sottolinea come accusare il governo regionale e gli operatori sanitari che lavorano senza sosta è infondato e profondamente ingiusto nei loro confronti.

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