rotate-mobile
Politica

Niente museo all'ex Fea, ma un Art Hotel con spa: cambia la destinazione d'uso e non mancano le polemiche [FOTO]

La delibera arriva all'ultimo momento in consiglio comunale e la mancata condivisione con la città irrita non poco le opposizioni. Due il tentativo di bloccarla per approfondirla, ma l'atto per la modifica della destinazione d'uso, dell'altezza della struttura e la distanza di sede stradale passa. Il sindaco Masci: "Alla politica del no rispondiamo facendo alberghi che servono alla città"

La tardività con cui la delibera di modifica per la destinazione d'uso, la distanza di sede stradale e l'estensione in altezza per la realizzazione del progetto del 2021 nell'area di proprietà della Regione, è arrivata in consiglio comunale ha scatenato la polemica, ma alla fine l'atto che l'opposizione ha tentato di fermare per due volte ha ottenuto il voto favorevole: per l'ex Fea, su cui è stato fatto un bando con aggiudicazione al privato sebbene con la proprietà che resterà in capo alla Regione, si apre una nuova pagina con l'arte che ci sarà, ma negli spazi esterni in estate e nella hall dell'Art Hotel a quattro piani che sarà realizzato.

I render del progetto di riqualificazione dell'ex Fea

Uno scontro quello andato in scena in aula incentrato non tanto sulla volontà di creare una nuova struttura alberghiera in una città che bisogno ne ha, quanto con le modalità con cui si è arrivati a deciderlo e cioè, hanno lamentato i consiglieri di minoranza, senza alcuna condivisione e portando in aula un documento in chiusura non solo del consiglio comunale, ma di quello con cui finisce la conisliatura di Carlo Masci.

Il primo tentativo di fermare la delibera lo ha fatto il capogruppo del Pd Piero Giampietro lamentando una violazione del regolamento per la negazione della pregiudiziale. Il secondo il candidato sindaco Carlo Costantini sollevando dubbi sul rispetto di tutte le norme necessarie ad averle quelle variazioni. A dissiparli è stato l'assessore comunale Isabella Del Trecco con la sua risposta, ma sul “modus operandi”, come è stato definito, dell'arrivare all'ultimo momento con atti tanto importanti, la polemica non si è placata.

“Scopriamo la trasformazione della concessione per fare un albergo che raddoppia l'altezza della palazzina fino a ora prevista e conosciuta dalla città senza che i cittadini siano stati messi al corrente così come il consiglio comunale nonostante alla macchina amministrativa la cosa fosse nota da novembre”, ha detto Giampietro. “Abbiamo bisogno di strutture ricettive – ha rimarcato –, ma anche di partecipare alle scelte. Anziché un centro direzionale all'avanguardia si arriva a un centro turistico che vien realizzato a ridosso del mare con un raddoppio di altezza”, ha aggiunto rimarcando che l'amministrazione Masci “ha permesso l'abbattimento del Carlton trasformando l'area in residenza di lusso” e ora propone la costruzione di un albergo “con parte della giunta che forse ne era al corrente, ma senza che nessuno ha avuto i coraggio di parlarne alla città”.

“Doveva essere un museo e ora è un hotel”, ha ribadito Marco Romano (M5s) parlando di un modus operandi che renderebbe complicato lavorare per le commissioni che non sono sostanzialmente state coinvolte se non a margine del consiglio e dunque in fretta e furia, quella della Gestione del territorio.

Ricevi le notizie de IlPescara su Whatsapp

Critico anche Marco Presutti (Pd) che “il sospetto” che quella destinazione d'uso sarebbe stata cambiata ha detto di averlo avuto sin dall'inizio e cioè da quando era stato fatto il bando per la bonifica con una cifra “irrisoria” che poteva far presagire cambiamenti. “Emergeva l'idea di farne una struttura culturale che occasionalmente poteva offrire forme di ospitalità, ora si ribalta tutto e si crea una struttura ricettiva”, cosa di cui comunque, ha ribadito anche lui, la città ha bisogno tornando sulla vicenda Carlton e le critiche sollevate per i tempi con cui la delibera è arrivata in aula.

A replicare è stati prima il consigliere comunale di Forza Italia Claudio Croce che l'attenzione l'ha porta in particolare sul fatto che l'investimento che viene fatto è di 7 milioni di euro ed è destinato a riqualificare una zona in stato di degrado con l'area che resta comunque di proprietà regionale e cn in più 500mila euro che il proponente dovrà versare al Comune, e in seconda battuta il sindaco Carlo Masci che proprio sul Carlton ha replicato.

Se l'hotel è andato giù, ha sottolineato, è perché “l'amministrazione Alessandrini ha recepito decreto il sviluppo 2017 consentendo il cambio di destinazione d'uso per cui ogni volta che pronunciate quella parola dovete parlare a voi stessi”. Parole cui ha risposto Costantini affermando che un errore poteva essere corretto in cinque anni e lamentando il fatto che la politica del “è stato detto e fatto nel” per in sostanza non prendersi responsabilità, per lui resta incondivisibile.

Per Masci a esserlo è invece la politica del “no” del centrosinistra. Nel ricordare che l'atto di concessione alla deroga la Regione lo ha fatto due giorni fa e che per questo la delibera è arrivata last-minute in città, il sindaco ha ricordato che “no” l'opposizione lo ha detto anche all'hotel che De Cecco realizzerà nella zona sud. “Noi – ha concluso – crediamo che si possano realizzare alberghi nella zona più ambita cioè il lungomare. Il discorso è semplice: voi siete contro e noi a favore; noi cogliamo l'opportunità per realizzare alberghi e voi no. Ne prendiamo atto e ne prende atto anche città”.

L'Art Hotel, il Giardino artistico e il Bistrot Bottega d'Abruzzo: ecco come sarà l'ex Fea

Per quanto riguarda il fabbricato B e cioè quello fronte mare, la sagoma esterna rimarrà la stessa, mentre l'interno sarà totalmente messo a nuovo anche in termini di efficientamento energetico. Il piano terra ospiterà il Bistrot Bottega d'Abruzzo con eccellenze enogastronomiche, oltre ai servizi; piano primo sarà destinato, oltre che a Bistrot anche a Luogo d’Arte per eventi di esposizioni temporanee. L'ex rimessa per le attrezzature che si trova dietro l'edificio verrà totalmente ristrutturato, mantenendone inalterata volumetria e sagoma e con un completo restauro della copertura in legno e della esistente struttura di sostegno a puntoni lignei esterni: “in questo modo – si legge nel progetto - verrà mantenuta e ripristinata la tipologia originaria del fabbricato che, ancora oggi, è riscontrabile in diverse analoghe strutture ex stazioni della linea ferroviaria abruzzese”. Il basamento su cui poggia il manufatto ospiterà un infopoint con sala lettura.

Lo spazio centrale diventerà il “Giardino artistico” con percorsi pedonali e un grande giardino, appunto, artistico. Gli spazi esterni saranno utilizzati per mostre temporanee e vernissage nei mesi caldi con un'area riservata ai parcheggi. Idealmente gli spazi si legheranno al parco di Villa de Riseis che si trova a pochi passi dall'Ex Fea.

Quindi il nuovo elemento: l'Art Hotel. L'edificio sarà realizzato ai confini con via Fosciolo, via Manzoni e l'istituto dell suore eccetto una porzione leggermente arretrata. Quattro i piani previsti. Al piano terra ci sarà l’ingresso principale all’Art Hotel, una grande hall con la duplice funzione di reception e galleria d’arte, la zona relax/centro benessere, alcune delle camere per gli ospiti, oltre i servizi complementari allo svolgimento delle attività, mentre gli altri piani ospiteranno le stanze (16 ciascuna al primo e il secondo e dieci al terzo).

Il piano di copertura sarà destinato a terrazza ricreativa con una piscina, solarium e angolo bar, che all’occorrenza sarà utilizzata per mostre temporanee e vernissage nei mesi caldi, oltre una zona riservata al posizionamento degli impianti.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Niente museo all'ex Fea, ma un Art Hotel con spa: cambia la destinazione d'uso e non mancano le polemiche [FOTO]

IlPescara è in caricamento