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Martedì, 25 Gennaio 2022
Politica

Ritardi e file per tamponi e vaccini, l'affondo del Pd: "Debacle del Comune, urgenti secondo centro e screening studenti"

Il Partito Democratico lancia nuovamente l'allarme e chiede l'apertura di un secondo centro vaccinale a Pescara oltre a quello nei locali dell'ex stazione di Porta Nuova

A Pescara continua a tenere banco il discorso relativo alle lunghe code davanti al centro vaccinale di Porta Nuova e ai conseguenti disagi vissuti dai cittadini.
Dopo Rifondazione Comunista-Sinistra Europea, anche il Partito Democratico affonda il colpo contro l'amministrazione comunale guidata dal sindaco Carlo Masci.

«Le file davanti alle poche postazioni attivate per i vaccini alla stazione di Portan Nuova e il dirottamento di molti utenti verso gli hub di altre province dimostrano la vera debacle del Comune di Pescara nel picco emergenziale», scrivono i consiglieri comunali del Pd di Pescara Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti e Giovanni Di Iacovo.

Che poi aggiungono: «La giunta Masci è in evidente difficoltà politica e organizzativa e ribadiamo, come già fatto nei giorni scorsi, che siamo disponibili a dare una mano, purché non siano i cittadini a pagare così caro il prezzo dei ritardi del Comune di Pescara. Nessuno dica che non ce n’è bisogno, perché la situazione è sotto gli occhi di tutti. C’è necessità con estrema urgenza di attivare il secondo hub nella città di Pescara, e di farlo subito per non vedere più le scene di file e assembramenti al freddo dinanzi agli hub vaccinali di Pescara e Città Sant’Angelo, e c’è necessità di open day e orari prolungati rispetto agli attuali, perché ormai migliaia di pescaresi rischiano di perdere la validità del green pass a causa dei ritardi di Comune e Asl, il Comune dispone di molti locali di proprietà come palestre non scolastiche e  palasport, utilizzabili da subito e attrezzabili nel giro di pochissime ore: se le trattative con il Palafiere si dimostrassero troppo lunghe, si attivino rapidamente gli impianti sportivi».

Gli esponenti democratici chiedono anche di «superare l’incoerenza sulla riapertura delle scuole. L’ordinanza del presidente della giunta regionale fa slittare al 10 la riapertura delle scuole ma lascia il 7 gennaio come data per la riapertura degli asili nido, e invece crediamo che si debba valutare che anche questi, dove tutti i bambini sono giustamente esentati dall’indossare mascherine, siano allineati alle riaperture di scuole dell’infanzia, primarie, secondarie e superiori». E in questi giorni di chiusura prolungata, chiedono i consiglieri Pd,  «va attivato ogni sforzo per uno screening su tutta la popolazione scolastica  e il personale, senza escludere alcuna fascia di età o ciclo scolastico: non dimentichiamo che solo ieri tre bambini piccoli sono stati ricoverati in terapia intensiva. Si parta dai giorni 6-9 gennaio cogliendo l'occasione della chiusura prolungata delle scuole, per evitare che il sacrificio di questi giorni persi comporti solo disagi sul piano didattico. Ma non ci si limiti ad una campagna-spot: occorre invece uno screening di massa permanente che, ciclicamente, coinvolga tutti gli alunni e gli studenti, anche per aumentare al massimo la sensibilizzazione degli studenti e delle famiglie. È il momento di una svolta nella gestione di questa fase emergenziale, perché Pescara adesso è il punto più critico dell’intera regione per la risposta all’emergenza».

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