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Occupazione suolo pubblico, Rapposelli (FI): "Chiesto da noi il ritiro dalla delibera, Cremonese invece di fare l'eroe si dimetta"

Il presidente della commissione Commercio e Attività produttive risponde all'assessore comunale che ha annunciato il ritiro della delibera del regolamento che sarebbe dovuta passare al vaglio del consiglio comunale già il 29 gennaio affermando di aver chisto lui di non discuterla. Tutto il contrario secondo quanto ribatte Rapposelli che parla di una inutile mossa elettorale

“Dopo aver ritirato la delibera del regolamento per le occupazioni del suolo pubblico, l’assessore Cremonese dovrebbe seriamente pensare di autoritirarsi anche le deleghe al Commercio e alle Attività produttive impegnate al Comune di Pescara”.

Non usa mezze parole il presidente della commissione commercio Fabrizio Rapposelli nei confronti dell'assessore che ha ufficializzato il ritiro della delibera sul regolamento del suolo pubblico affermando di aver preso da solo questa decisione dopo il confronto con le associazioni di categoria e annunciando la volontà di lavorare ad un tavolo condiviso per una vera e propria riforma.

All'indomani della commissione Commercio di qualche giorno fa Rapposelli aveva annunciato il ritiro che poi c'è stato, sottolinenado che se così era stato era per un suo intervento. Concetto che oggi ribadisce: se al voto del consiglio comunale del 29 gennaio non è mai arrivata la delibera è perché “io ho chiesto al presidente del consiglio Antonelli di non iscriverla all'ordine del giorno”. Parole con cui rispedisce al mittente l'affermazione per cui, ha detto proprio Cremonse, sarebbe stato lui a chiedere a Antonelli e il sindaco Masci di fermare l'atto per procedere a elaborarne uno totalmente nuovo.

“A un mese dal voto delle regionali, l’assessore incontra le organizzazioni di categoria e dinanzi al muro prende il regolamento e lo ritira, sperando forse che quelle stesse organizzazioni dimentichino le ultime settimane e soprattutto il dato concreto, ovvero se quella delibera non è stata votata nella seduta del consiglio comunale del 29 gennaio scorso è solo perché io ho chiesto al Presidente del Consiglio Antonelli di non iscrivere la delibera all’ordine del giorno”, ribadisce quindi Rapposelli.

“Con la sua irremovibile posizione, l’assessore Cremonese ha oggettivamente creato un danno non solo alla propria immagine, ma a tutta la sua maggioranza e solo per non avere il buon senso logico di ascoltare i suggerimenti e le proposte che pure ha ricevuto”, aggiunge.

“Su quella proposta regolamentare la cui competenza peraltro fa capo al consiglio comunale, quindi alle commissioni, si sono consumati metri quadrati di carta, fiumi di inchiostro e oceani di discussioni e parole, ovvero settimane di lavoro, impegnando anche gli uffici comunali – prosegue quindi il presidente di commissione -. La maggioranza di centrodestra, e in particolare Forza Italia e il sottoscritto, come presidente della commissione Commercio e Attività produttive, gli abbiamo chiesto più volte di fermare quella delibera che era sbagliata, ma l’assessore Cremonese ha preferito andare per la sua strada aprendo peraltro una frattura con la città, andando allo scontro”. Ora, con il voto incombente torna a dire Rapposelli “ha deciso di fare dietrofront e buttare quella delibera nella pattumiera, e pretendendo pure di recitare il ruolo dell’eroe: un po' eccessivo a nostro modesto giudizio”.

“Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire e l’assessore Cremonese è la fotografia perfetta di tale proverbio – incalza il presidente di commissione -. Ha messo in piedi un regolamento di occupazione del suolo pubblico forte delle sue motivazioni personali: sordo alle obiezioni sollevate dai suoi alleati di maggioranza, sordo alle perplessità espresse persino dagli uffici comunali, sordo alle proteste delle associazioni di categoria, a cominciare dalla Confartigianato con il direttore Fabrizio Vianale, e di ciascun singolo operatore. L’assessore Cremonese, a quanto pare, ne sapeva più di tutti, con doti profetiche circa la bontà della delibera”.

“A questo punto ben venga il ritiro della delibera, ma sarebbe opportuno che l’assessore si autoritirasse anche le deleghe al Commercio e alle Attività produttive – conclude e ribadisce Rapposelli - per aver fatto perdere tempo a tutti, ai commercianti, ai colleghi di maggioranza in Comune e agli stessi uffici comunali che hanno inutilmente lavorato per la redazione di un regolamento sbagliato”.

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