La rabbia di Pettinari (M5s): "Case popolari vuote occupate da criminali e cittadini onesti in attesa da anni"

Il consigliere regionale interviene nuovamente sulla situazione delle case popolari nella nostra città

Settecento persone in attesa di un alloggio popolare a Pescara e provincia, e decine di appartamenti vuoti occupati da criminali o comunque da abusivi che li hanno addirittura ristrutturati. L'ennesima denuncia sulla difficile situazione delle case popolari nel Pescarese arriva dal consigliere regionale del M5s Pettinari, che attacca Comune e Regione per l'indifferenza ed immobilismo mostrati negli ultimi anni durante il sopralluogo in via Rigopiano.

La misura è colma, specifica Pettinari, che chiede un intervento immediato delle forze dell'ordine, soprattutto verso gli spacciatori che continuano a delinquere all'interno delle case popolari con allacci di utenze completamente abusivi rubando corrente, gas e luce agli altri condomini.

Purtroppo nonostante alcuni delinquenti siano stati allontanati, come abbiamo chiesto per anni, altri rimangono e rendono la pace sociale in questo quartiere ancora difficile. Il via vai che si crea a causa dello spaccio porta molti disagi: schiamazzi, litigi e presenze nei condomini poco rassicuranti. Ai residenti che provano a ribellarsi sono destinati insulti e, nei casi più gravi, minacce. Ci sono episodi di degrado in cui le immondizie sono lanciate dai balconi e addirittura nelle scale ci sono sputi e sporcizia da mettere a repentaglio l’igiene collettiva.

Il consigliere chiede di riassegnare gli alloggi popolari permettendo di scalare le graduatorie, con una buona politica comunale di monitoraggio anche delle utenze, applicando la legge regionale 96/96 che permette di sfrattare chi utilizza allacci abusivi come chi delinque negli appartamenti popolari e nei locali attigui:

Qui in via Rigopiano la nostra continua voce di denuncia ha messo le istituzioni locali in condizioni di dover intervenire per migliorare un po’ la situazione, ma ancora non basta e soprattutto non bisogna smettere di tenere alta l’attenzione per non vanificare quel po’ che è stato fatto

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