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Nuova Pescara, De Martinis: "Dai sindaci nessun ostruzionismo, presto un tavolo intercomunale"

Il presidente della Provincia e e sindaco di Montesilvano replica alle critiche sul possibile slittamento della fusione al 2027 e chiama a raccolta i professionisti per contribuire ad affrontare tutte le questioni utili ad arrivare alla sua costruzione

La Provincia deve essere protagonista nella nascita della Nuova Pescara e per questo, annuncia il presidente nonché sindaco di Montesilvano Ottavio De Martinis, “mi farò promotore di un incontro tra i tre sindaci per la costituzione di un tavolo di lavoro intercomunale allargato a figure professionali e universitarie capaci di imprimere una giusta ma soprattutto competente spinta al processo di fusione dettato dalla legge”. L'occasione per replicare a quelle che definisce “recenti inopportune e fuorvianti dichiarazioni rese nelle ultime settimane da alcuni soggetti”, in merito al possibile slittamento della fusione tra Pescara, Spoltore e Montesilvano al 2027. “Intanto – esordisce De Martinis - nessuno dei tre sindaci ha mai posto in essere azioni volte ad ostacolare il processo di fusione. Vorrei ricordare a chi in questi giorni si è alternato sui giornali al fine di demonizzare una proposta di rinvio del termine fissato dalla legge regionale, richiamando peraltro in maniera davvero subdola fantomatici benefici di carattere personale, che negli ultimi anni nessuno si è sottratto per propria volontà alle proprie responsabilità. Qualcuno ha dimenticato in fretta quanto la pandemia mondiale abbia condizionato la nostra vita e quanto per lunghi mesi la politica tutta si sia dovuta adoperare al fine di prestare assistenza alle famiglie, tante delle quali segnate per sempre da lutti. Questo, e solo questo, ha rallentato un processo che, peraltro, per sua importanza e complessità, non deve essere tassativamente ricondotto a improbabili scadenze”.

“Del resto anche il senatore D'Alfonso durante la sua ultima dichiarazione, attribuendo alla Provincia un ruolo strategico in ottica fusione – prosegue De Martinis -, ha giustamente parlato di un adeguato inizio, questo sicuramente importante e non di un categorico termine di arrivo che, senza un opportuno e attento percorso potrebbe risultare nefasto piuttosto che benefico. Oltre questo, tante altre sono le cose da precisare prima tra tutte la questione legata al taglio dei costi della politica. Ebbene, diversamente da quanto dichiarato da molti, la creazione dei municipi, assolutamente opportuna, non comporterebbe risparmi milionari ma potrebbe addirittura generare costi aggiuntivi. Così come non è scontato che la gestione unificata, nel caso di taluni servizi, se non adeguatamente strutturata, porterebbe giovamento a tutti i territori comunali coinvolti. Territori che tengo a sottolineare meritano tutti pari dignità e pari prospettiva futura. C'è poi un'altra questione di cui tutti sono a conoscenza, ma che i sostenitori della fusione tendono a non evidenziare e cioè quella relativa al mancato trasferimento delle somme previste dalla legge approvata (300mila euro) che avrebbero di certo aiutato i tre comuni all'individuazione e all'incarico di soggetti esterni alla politica capaci di dare impulso al processo anche durante il sopra menzionato triste periodo pandemico”.

“Numerose sarebbero poi le questioni prettamente tecnico amministrative da esternare e sulle quali disquisire, ma non ritengo sia a colpi di articoli di giornale che si faccia il bene del territorio. Ritengo invece - conclude il presidente della Provincia - che proprio su queste si debba lavorare accuratamente nel prossimo futuro. Un futuro che mi auguro tutte le forze politiche che siedono tra i banchi del consiglio regionale non considerino più ed esclusivamente vincolato alle lancette dell'orologio ma che ripensino alla luce di un processo che se affrettato e poco ragionato, come dico da sempre, risulterebbe nefasto anziché benefico per il territorio tutto, con conseguenze negative per i cittadini e per il tessuto economico provinciale”.

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