Covid, Acerbo ha di nuovo la febbre: "Pensavo di essere guarito"

Il segretario nazionale di Rifondazione Comunista è ricoverato dallo scorso 17 settembre all'ospedale di Pescara dopo essere risultato positivo al coronavirus. Sabato sera la temperatura gli è risalita, e ieri mattina era a 38,7

Maurizio Acerbo

Maurizio Acerbo ha di nuovo la febbre e deve dunque ancora piegarsi al Covid 19. Il segretario nazionale di Rifondazione Comunista è ricoverato dallo scorso 17 settembre all'ospedale di Pescara dopo essere risultato positivo al coronavirus. Sabato sera la temperatura gli è risalita, e ieri mattina era a 38,7:

"Pensavo di essere guarito", ha detto, "ma ero stato troppo ottimista. Dopo dieci o undici giorni di medicine speravo che il fuoco si fosse spento. E invece ora pare che il Covid sotto la cenere continui ad agire".

Il segretario, raggiunto al telefono dall'Ansa, ha spiegato che "mi hanno fatto tutta una serie di analisi" e "pensavo di essere in dirittura di arrivo". In realtà non è ancora così: "Non ho competenze per capire come stia evolvendo la situazione e attendo i medici. Comunque niente di drammatico. La pazienza è una virtù rivoluzionaria".

Acerbo era finito allo 'Spirito Santo' con febbre alta, tosse, spossatezza e sintomi riconducibili al Covid, in un periodo in cui si era spostato in diverse zone d'Italia nell'ambito della campagna elettorale. La febbre, con l'inizio della terapia, era subito scomparsa, ma nel weekend è tornata: "I medici mi dicono che il Covid è particolare e può succedere anche questo", sottolinea. "Io non avevo patologie pregresse, eppure sono undici giorni che sono in ospedale".

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L'ex parlamentare, poi, conclude con queste parole: "Il coronavirus non è qualcosa con cui si scherza. Ci sono rischi, come le trombosi, che sono gravissimi. Mi ammalo ogni anno di influenza, ma non ho mai fatto una tac, una angiotac o 8 emogasanalisi che sono dolorose. Come si fa a dire che è solo un'influenza un po' più forte? È da irresponsabili".

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