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Via al restauro del Circolo Canottieri e gli atleti rilanciano l'appello: "Intervento sacrosanto, ma fateci tornare" [FOTO]

Il primo febbraio, fanno sapere il sindaco Carlo Masci e la soprintendenza con soddisfazione, la consegna dei lavori e poi avanti con la riqualificazione di tutto il lungofiume nord. L'occasione per il presidente del circolo "La Pescara" per ribadire la voglia di tornare e di trovare presto una sistemazione che spera sarà solo provvisoria

Al via i lavori per il recupero e il restauro del Circolo canottieri “La Pescara”. L'annuncio arriva dall'amministrazione: il primo febbraio la consegna ufficiale alla ditta che si è aggiudicata i lavori, l'Alma Cis di Pescara cui spetta il compito di rimettere a nuovo lo storico edificio che è la storia di Pescara.

L'importo dell'intervento è di un milione 584mila 69,33 euro e a seguire l'andamento dei lavori che rientrano nell'ampio progetto di riqualificazione del lungofiume nord, sarà la soprintendenza archeologica Belle Arti e Paesaggio per le province di Chieti e Pescara. La responsabilità del procedimento è in capo all’architetto Aldo Giorgio Pezzi. La direzione lavori è affidata all’architetto Emanuela Criber, la direzione operativa all’architetto Paolo Taricani: figure tutte interne all’amministrazione che saranno supportate dall’architetto Davide Di Salvatore, dal coordinatore della sicurezza in fase di esecuzione l'architetto Carmela Palmieri, che sono invece professionisti esterni. Una riqualificazione quella che partirà il primo febbraio, finanziata a valere sul fondo per lo sviluppo e la coesione 2007-2013 (delibera Cipe del 22 dicembre 2017) e sui fondi stanziati ai sensi dell’art. 1, commi 9 e 10, della legge 190 del 23 dicembre 2014 per un importo totale di 2 milioni 210 mila euro.

L’intervento, sottolinea in una nota l'amministrazione, nasce dalla volontà della soprintendenza di restaurare e restituire alla pubblica fruizione la cosiddetta “Pescarina”, uno degli immobili di architettura moderna più importanti della città pescarese e dell’intero panorama abruzzese, di cui verrà  recuperata la pienezza figurativa assicurandone al contempo l’uso originario.

Il progetto di riqualificazione del circolo canottieri

A dirsi molto soddisfatta è la soprintendente Cristina Collettini che sottolinea il rispetto dei tempi annunciati a luglio quando il progetto di riqualificazione fu presentato. “Oggi procediamo con la consegna del cantiere. Garantiremo la medesima attenzione nella delicata fase di esecuzione”, aggiunge. Per il sindaco Carlo Masci si tratta di “un altro obiettivo raggiunto che rappresenta un passaggio di fondamentale importanza intorno al quale puntiamo a valorizzare il lungofiume nord fino alla diga foranea, creando una meravigliosa passeggiata fino al mare. Il Circolo Canottieri restaurato potrà e dovrà andare di pari passo anche con la valorizzazione dell’area storico-archeologica all'ex campo Rampigna, che ha ottenuto il finanziamento del ministero, e dei resti del bastione San Vitale di quella che fu la Fortezza. Questa zona, la più antica delle città, cambierà volto e riscoprirà il suo passato a beneficio delle future generazioni”.

Passato che, è innegabile, è anche nella storia dei canottieri pescaresi che la sede storica e costruita cento anni fa proprio dai canottieri per cui il fiume è sempre stato oltre che un elemento imprescindibile della città, il luogo in cui crescere generazioni non solo di atleti, ma di uomini e donne grazie all'etica dello sport. A fine dicembre il doloroso trasloco di cui a IlPescara aveva parlato il presidente Umberto Bonaventura. Nel giorno in cui si annunciano i lavori è sempre al nostro giornale che rinnova l'appello perché quando saranno finiti e cioè tra 20 mesi secondo il cronoprogramma, la sede possa essere riassegnata dall'amministrazione al circolo “La Pescara”. Una concessione cinquantennale quella con i canottieri che da fine novembre una sede non ce l'hanno. Niente attività sportiva dunque sebbene grazie ad un imprenditore una sede dove custodire le preziose imbarcazioni si è trovata.

L'impegno è tanto per non disperdere il patrimonio, spiega Di Bonaventura. Ci si cerca di tenere in forma allenandosi in palestra, ma la palestra non è l'acqua. La palestra non è il fiume.

A chi può concedere uno spazio privato l'appello si rinnova perché si possa tornare ad allenarsi e presto. La stagione agonistica è alle porte e i numeri del 2022 la dicono lunga su un movimento, quello della canoa e il canottaggio pescarese, che sta raggiungendo obiettivi davvero importanti tanto che la società è ottava nella categoria Master a fronte di 200 realtà che ne fanno parte.

Il giorno del trasloco da quelle quattro mura che per loro e per la città sono e restano un riferimento, hanno portato via cento anni di storia: la storia di Pescara, fatta di documenti, fotografie e trofei che, se catalogati, diventerebbero una storia nella storia. Un giorno magari si farà anche questo. Ma ora la voglia è quella di tornare presto in acqua, di farlo con gli studenti come si fa da diversi anni per promuoverla la cultura dello sport e per portare avanti i progetti ministeriali cui il circolo partecipa a cominciare da quello promosso per aiutare le donne vittime di violenza a trovare una nuova dimensione, o ancora il progetto “Remare in libertà” pensato nell'ambito del reinserimento dei giovani detenuti.

Che i lavori non fossero più rimandabili Di Bonaventura lo sa e lo ribadisce. L'auspicio è di poterci tornare presto e nel frattempo di riuscire a trovare una soluzione che consenta ai canottieri di Pescara, per la prima volta in cent'anni separati dal loro fiume, di tornare ad imbracciare i remi.

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