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Lunedì, 22 Aprile 2024
Politica

Esposto di D'Alfonso (Pd): "La Asl viola la par condicio invitando 4 candidati di centrodestra"

L'accusa del deputato del Pd, Luciano D'Alfonso: "La Asl di Pescara invita 4 candidati di centrodestra alle elezioni per una passerella elettorale violando la legge sulla par condicio"

«Apprendo con sconcerto che la Asl di Pescara ha organizzato per il 5 marzo un evento intitolato “Sanità territoriale della Val Pescara. Lavori in corso” durante il quale - si legge nell’invito - sarà effettuato “un sopralluogo itinerante in tre cantieri con lavori in corso della Asl di Pescara”; l’iniziativa riguarda i Comuni di San Valentino, Tocco da Casauria e Popoli»
A parlare è il deputato del Pd, Luciano D'Alfonso, che ricorda come all'evento siano invitati ben quattro candidati alle imminenti elezioni regionali, tutti di centrodestra: il presidente Marco Marsilio, il presidente del consiglio regionale, Lorenzo Sospiri, l’assessore alla Salute, Nicoletta Verì e il presidente della commissione sanità, Leonardo D’Addazio.

«Il mio sconcerto», chiarisce D'Alfonso, «deriva dal fatto che l’iniziativa è chiaramente una passerella elettorale priva di qualsiasi valenza istituzionale, e come tale è proibita dalla legge. L’articolo 9 della legge numero 28 del 2000 stabilisce infatti che "dalla data di convocazione dei comizi elettorali e fino alla chiusura delle operazioni di voto è fatto divieto a tutte le amministrazioni pubbliche di svolgere attività di comunicazione a eccezione di quelle effettuate in forma impersonale e indispensabili per l’efficace assolvimento delle proprie funzioni". Il divieto copre ogni forma di comunicazione, con qualsiasi tecnica e a qualsiasi scopo effettuata a partire dalla convocazione dei comizi elettorali (avvenuta il 25 gennaio scorso): le amministrazioni pubbliche (e le Asl rientrano in questa categoria) devono astenersi non solo dalle manifestazioni volte ad appoggiare le liste o i candidati impegnati nel confronto elettorale (propaganda elettorale in forma diretta) ma anche da tutte le attività di comunicazione che, avendo come finalità principale la promozione dell’immagine politica o dell’attività istituzionale dell’ente stesso, stimolino una rappresentazione positiva o negativa di una determinata opzione elettorale (propaganda elettorale in forma mediata). È evidente che il caso in esame integra gli estremi di un’infrazione della normativa, ed è per questo che: rivolgerò istanza speditiva ai prefetti affinché verifichino la condotta di chi abusa del proprio ruolo istituzionale in campagna elettorale; chiederò al ministero degli Interni di far rispettare le regole; chiederò all’Anci di fare in modo che i sindaci non consentano di strumentalizzare i loro spazi istituzionali e, nel caso delle Asl, farò in modo che i direttori generali riguadagnino la loro autonomia di comportamento, poiché essi non devono temere nulla; poiché c’è chi abusa, se non ci si autodetermina farò ricorso a tutta la mia fantasia per dimostrare la irregolarità e illegalità di questo comportamento». 

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