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Domenica, 23 Giugno 2024
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Slitta l'approvazione della delibera per la cessione del parco di via 8 marzo alla Asl: le opposizioni fanno muro

Respinte le richieste delle opposizioni di riscrivere ancora una volta la delibera, ma il fronte comune contro la scelta dell'amministrazione porta al rinvio: si chiedono certezze su quel nuovo parco che, ha detto il sindaco, l'Azienda sanitaria realizzerà

Ore di dibattito, due richieste di sospensione per riscrivere la delibera respinte e alla fine il rinvio del consiglio comunale a martedì 28 marzo per riprendere il dibattito sul documento con cui il Comune intende cedere alla Asl il terreno del parco di via 8 marzo per la costruzione di una Casa di comunità. 

Se le richieste avanzate dal Movimento 5 Stelle e il Partito democratico perché s rifacesse tutto da capo sono state rispedite al mittente con voto contrario, l'ampio dibattito sul tema e sui tanti emendamenti presentati ha fatto arrivare la seduta consiliare fino a sera con il rinvio alla fine deciso dal presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli.

Tante le criticità sollevate da chi siede tra i banchi d'opposizione, ma una è quella su cui pongono un grosso punto interrogativo: la realizzazione di un nuovo parco che, lamentano, non si sa se davvero si farà, dove e quando. L'impegno se lo sarebbe assunto la Asl secondo quanto riferito dal sindaco Carlo Masci, ma nella convenzione stipulata tra Comune e Azienda sanitaria e comunque in nessun atto ufficiale questo impegno si formalizzerebbe, sostiene chi comunque resta contrario alla realizzazione in quello spazio del presidio sanitario. Proprio questa incertezza ha spinto M5s e Pd a chiedere un nuovo stop perché si tornasse in aula con un documento chiaro e definito sull'impegno di cui l'Azienda si farebbe carico. 

Tanti gli interventi sia da parte della maggioranza che della minoranza con ancora una volta il sindaco Carlo Masci a difendere la bontà della scelta e l'impossibilità di realizzare la casa di Comunità da un'altra parte. Se infatti ha ribadito, altre due aree erano state vagliate dagli uffici e cioè quella vicina al distretto sanitario di via Rio Sparto che però non sarebbe in totale possesso del Comune e dunque non adatto ad ospitare la struttura e un'altra individuata in zona Colli in uno spazio però non pianeggiante e dunque inutilizzaile, l'unica soluzione possibile sarebbe stata proprio quella di via 8 marzo.

Nel tornare a ribadire l'importanza dei servizi da dare alla cittadinanza e pur ammettendo che utilizzare un'area verde ha detto Masci dispiace, il primo cittadino ha anche rimarcato “il lavoro è stato fatto in maniera certosina dagli uffici. Ci siamo anche preoccupati – ha riferito – di chiedere alla Asl di salvaguardare le piante che saranno tutte tutelate e di ricollocare i giochi che sono nell'area in una attigua e in numero superiore a quello attuale”. Una cosa questa che però hanno lamentato le opposizioni, non sarebbe concreta dato che nella convenzione non c'è e che nessun atto darebbe certezza sulla sua realizzazione. 

“Se non si mette in convenzione resta tutto aleatorio”, ha infatti affermato il consigliere comunale del Partito democratico Francesco Pagnanelli. “Mi pare chiaro che se sul centro di salute mentale la Asl un impegno per non realizzarlo lì lo può prendere, lo stesso non può fare per il parco o sarebbe già in convenzione. Questa scelta tradisce il solito atteggiamento arrogante che questa amministrazione esprime massimamente nella scelta di realizzare il palazzo della Regione nell'area di risulta. Una vicenda più piccola, ma trattata con lo stesso metodo”.

Per la capogruppo del Movimento 5 Stelle Erika Alessandrini la delibera è “la prova del sonno profondo del centrodestra” richiamando l'azione messa in atto questa mattina dalle associazioni ambientaliste che in aula hanno fatto un “pisolino” di protesta. Grave per il capogruppo Piero Giampietro (Pd) che non si sia presa in considerazione l'ipotesi di utilizzare l'ex ospizio di via Arapietra per realizzare la Casa di comunità rimettendola nuovamente al bando e persino a rate pur di alienarla. Giampietro per il quale la scelta di rivederla la delibera sia stata fatta solo per “tenere lontani i cittadini delusi dall'aula” o non si spigherebbe perché, ha sostenuto, è stata tenuta nel cassetto per un anno dimostrando così la “volontà politica” di cementificare il parco. 

Tra gli interventi anche quello dell'esponente M5s Massimo Di Renzo che è tornato a lamentare il fatto che l'amministrazione metta sullo stesso piano “verde” e “servizi” come se l'uno debba per forza escludere l'altro con il collega Paolo Sola che ha invece rimarcato come la delibera sia stata divisoria all'interno della maggioranza nel corso delle commissioni. Per l'esponetene Pd Marco Presutti un altro atto con cui la “maggioranza pisolo”, termine coniato proprio in riferimento alla protesta delle associazioni fatta in risposta alle parole con cui il vicesindaco Gianni Santilli ha bollato la manifestazione del 25 marzo, ha creato “un deserto” attorno a sé nel rapporto con i cittadini senza “far nulla”, ha aggiunto, per raggiungere quell'obiettivo europeo che è il “consumo zero del suolo”.

Martedì 28 marzo dovrebbe essere il giorno dell'approvazione sebbene la discussione si preannunci ancora molto lunga. Su una sola cosa sono tutti d'accordo: la Casa di comunità va fatta, ma sul dove e l'iter seguito per arrivare a cedere quel terreno lo scontro resta aperto. 

Grandi assenti in aula i residenti di via 8 marzo che però, si attende l'ufficialità, sarebbero pronti a fare ricorso al Tar (Tribunale regionale amministrativo) dando il via ad un nuovo contenzioso con il Comune così come avvenuto per l'asilo di via della Fornace Bizzarri con i residenti vincitori in primo grado e ora in attesa del ricorso che l'amministrazione farà, come annunciato, al consiglio di Stato.

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