Sospiri sulla zona rossa: "Con l'indice di contagio Rt a 1,34 non siamo nella condizione di poter chiudere le scuole"

È quanto dice Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale, dopol'incontro di questa mattina, lunedì 16 novembre, sull'organizzazione delle scuole nella nostra regione

Non siamo, a oggi, nella condizione di poter chiudere le scuole in Abruzzo.
È quanto dice Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale, dopol'incontro di questa mattina, lunedì 16 novembre, sull'organizzazione delle scuole nella nostra regione.

L'esponente di Forza Italia fa il punto della situazione dopo gli annunci di ieri che indicavano la chiusura delle scuole di ogni ordine e grado con l'istituzione della zona rossa dopo la partecipazione all'incontro on line con il direttore del dipartimento Salute della Regione, Claudio D'Amario.

«Oggi non siamo nelle condizioni strutturali per pensare di chiudere le scuole primarie, ovvero scuole d’infanzia-asili, elementari e prima media», dice Sospiri, «fino a quanto l’indice di contagio RT resterà al dato attuale, 1,34, non ci sono le condizioni per chiudere fabbriche o aziende, quindi i genitori devono poter lavorare tranquillamente, sapendo che i propri bambini sono in aula a svolgere le proprie lezioni, e le mamme non possono essere costrette a lasciare il lavoro per occuparsi dei più piccoli che attraverso uno schermo tentano di fare lezione a distanza e non possono materialmente farlo da soli. La salute viene sicuramente prima di ogni altra cosa, ma senza terrorizzare il territorio, piuttosto adottando la scelta più giusta e adeguata alla collettività e valutando anche che ci sono differenze sostanziali tra una provincia e l’altra». 

«Stiamo attraversando il momento delle scelte ponderate e graduali, forse le più difficili perché non possono parlare alla pancia della gente, ma devono essere dettate esclusivamente da valutazioni e considerazioni oggettivamente evidenti», evidenzia il presidente del consiglio regionale, «partiamo dal presupposto che non stiamo parlando da barricate contrapposte, da una parte i cattivi che vogliono chiudere le scuole e dall’altra chi, come me, ha espresso contrarietà sin dal primo istante. Entrambe le parti abbiamo espresso considerazioni partendo da due profili diversi: personalmente ritengo che prima di poter chiudere le scuole, con un incide di contagio a 1,34, dobbiamo dire alle tantissime mamme lavoratrici dove portare i figli al mattino, non avendo previsto la chiusura dei posti di lavoro. A oggi non ritengo che la chiusura delle scuole sia un provvedimento sostenibile. Ugualmente, dire che oggi chiudiamo tutto per poi riaprire a Natale, ritengo sia una strategia lungimirante, ma non possiamo ignorare che ci siano aree commerciali che, in termini economici, producono per interi territori ed è difficile oggi dire che chiudiamo di nuovo tutto senza dire chi paga, cosa paga, quanto e quando paga. A L’Aquila si sta sicuramente vivendo una situazione di criticità che a breve potrebbe arrivare anche a Pescara, ma l’impatto economico di una nuova chiusura completa sarà comunque devastante, e noi invece dobbiamo anche assicurarci che poi il singolo imprenditore commerciale possa avere effettivamente la forza di riaprire la propria bottega a Natale. Piuttosto avrei visto di buon occhio delle ordinanze severe mirate che poi i sindaci devono far rispettare in modo rigoroso, ad esempio per imporre ai cittadini di stare a casa il sabato e la domenica, o la sera una volta finito il lavoro, perché questo è il modo vero per impedire gli assembramenti. E aspettiamo anche di sapere quale sarà il nuovo ristoro del Governo per una eventuale zona rossa, sappiamo che il Governatore Marsilio sta lavorando per assicurare nuove risorse per l’Abruzzo che ci permetterà di di far fronte a una situazione che è esplosiva».

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