Cronaca

Sversamenti nel fiume Pescara: 14 indagati | La Procura: "Nessun allarmismo"

Un'indagine durata due anni con decine di sequestri di depuratori e scarichi fra cui quello del mattatoio comunale, dove sono stati registrati valori ben al di sopra dei limiti di legge

Un'indagine iniziata due anni fa con 12 sequestri eseguiti nel tempo su impianti di depurazione, al fine di interrompere il costante inquinamento del fiume Pescara dovuti a scarichi illegali e ad impianti che non permettevano l'immissione di acque reflue con valori nei limiti di legge.

Sono 14 in tutto le persone indagate a vario titolo dalla Procura di Pescara che, con il Procuratore Capo dott. Serpi ha illustrato i dettagli di un'indagine complessa che, come specificato dallo stesso procuratore, riguarda problematiche legate al passato, rassicurando tutti i cittadini e turisti in merito a possibili preoccupazioni per la bontà delle acque di balneazione in quanto si tratta di problematiche in molti casi già risolte con il dissequestro e la restituzione agli enti proprietari degli impianti sui quali sono avvenuti interventi di messa a norma.

FIUME "AVVELENATO": SEQUESTRI ED INDAGATI

Fra gli impianti di depurazione e di scarico sequestrati dal personale della Guardia Costiera, assieme ai Carabinieri Forestali ed al Reparto Aeronavale della Guardia di Finanza che si sono occupati delle indagini operative, anche quello del mattatoio comunale dove erano stati riscontrati valori di molto superiori alla norma per quanto concerne le acque reflue di lavorazione. Tutti gli impianti di depurazione a gestione pubblica, fa sapere la Procura, resteranno operativi nei limiti del possibile durante il sequestro penale.Agli indagati sono contestati vari reati, fra cui l'inquinamento ambientale, la gestione illecita di reflui, frode ed inadempimento degli obblighi di legge.

Gli inquirenti hanno ribadito che i provvedimenti di sequestro eseguiti in passato ed in esecuzione nella giornata di oggi devono essere visti come fatti positivi per il presente ed il futuro dai cittadini, che potranno contare su maggiori controlli e soprattutto maggiore sicurezza già nella fase di depurazione e gestione delle acque, e non solo nella fase finale quando cioè i reflui vengono immessi nel fiume e nel mare.

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