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Petrolio: Legambiente e Wwf sul Ddl Chiodi: "Non difende l'Abruzzo"

Legambiente e Wwf Abruzzo, hanno commentato stamane il DDl Chiodi riguardante le attività di sfruttamento di idrocarburi sul territorio abruzzese."

Esprimono preoccupazione Legambiente e Wwf Abruzzo in merito alla situazione della Regione Abruzzo per quanto concerne lo sfruttamento del sottosuolo per l'estrazione di idrocarburi.

Stamane i vertici regionali delle due associazioni hanno voluto fare il punto e commentare il Ddl presentato da Chiodi.

Ad oggi, il 51,07% di territorio abruzzese è interessato da richieste o concessioni di ricerca, estrazione o stoccaggio di idrocarburi. In tutto 221 su 305 comuni abruzzesi.

Il disegno di legge di modifica della Legge Regionale, presentato dal Presidente Chiodi nel maggio scorso, rappresenterebbe in realtà un passo indietro rispetto a quanto era stato approvato nel dicembre del 2009 in merito alla tutela del territorio regionale, in quanto non si occuperebbe del tratto di mare e non darebbe garanzie sufficienti per quanto riguarda i territori in cui vietare l'estrazione degli idrocarburi, con affermazioni e disposizioni generiche prive di ogni garanzia.

Il 23 giugno prossimo, a L'Aquila, si terrà un consiglio regionale straordinario riguardante proprio la situazione petrolio in Abruzzo. Intanto Legambiente e Wwf chiedono agli enti locali ed associazioni di far sentire la propria voce.

In basso la situazione al 31 maggio 2010 e gli effetti del Ddl Chiodi

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