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Montesilvano: sciopero della fame all'Istituto Alessandrini

All'Alessandrini precari e docenti ordinari protestano alternandosi nello sciopero della fame che proseguirà fino a Venerdì. L' SOS è rivolto alla Regione: servono 9 milioni di euro

Per l'Istituto tecnico Alessandrini di Montesilvano è il primo giorno di scuola. Un primo giorno cominciato nel vento gelido della bufera. Proteste che arrivano da più fronti e che stavolta scelgono di unirsi in uno sciopero della fame. Docenti e precari si alterneranno per la protesta nel cortile dell'Istituto dove sono nate vere e proprie iniziative di solidarietà. La riforma Gelmini ha suscitato un senso di insofferenza collettiva al punto che, da ieri, poco lontano dall'Alessandrini, anche il Liceo d'Ascanio ha scelto di protestare.

I docenti dell'Istituto Alessandrini sono stati davvero temerari: hanno rinunciato a 18 ore di lavoro durante tutto l'anno per far sì che queste fossero assegnate ai precari. Infatti la riforma prevede che, qualora ci fosse necessità di supplenze o possibilità di estendere la propria cattedra, siano i docenti ordinari ad avere la priorità riuscendo a portare le ore di lavoro fino a 24.

La protesta comincia oggi, quando i docenti avrebbero dovuto aprire l'anno presentando i nuovi programmi. "Una scuola ingestibile, classi sovraffollate, è impossibile andare avanti con i programmi. Una manifestazione dolorosa e solidale quella degli Istituti di Montesilvano volta a difendere l'istruzione pubblica" spiegano alcuni insegnanti.

Infatti la riforma lascerà a casa 234 mila insegnanti in tutta Italia e, in Abruzzo, circa 1112 saranno senza lavoro tra docenti e personale ATA. Inoltre 700 precari torneranno a casa poiché, come spiegano i sindacati, "l'anno scorso furono utilizzati gli stanziamenti ricevuti in seguito al terremoto, quest'anno invece non si sa come fare".

Mentre il Ministro si stupisce di quest'anno cominciato in rivolta, per i docenti il messaggio è chiaro: "la scuola non serve". Messaggio compreso soprattutto dagli studenti in costante diminuzione in tutte le città abruzzesi. L'unica città a registrare un incremento è Pescara. Alcune scuole saranno costrette ad abbandonare il tempo pieno riducendo le ore di lavoro per docenti e personale ATA.

I sindacati CGIL, CISL e UIL, Flc, Gilda e Snals Confsal sabato organizzeranno a Pescara una conferenza per fare il punto della situazione: l'obiettivo è lanciare un SOS al Presidente della Regione Gianni Chiodi per ottenere subito un fondo di 9 milioni di euro.

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