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Domenica, 22 Maggio 2022
Cronaca

Riceve il reddito di cittadinanza ma ha il padre agli arresti domiciliari e la madre con l'obbligo di dimora, giovane denunciato [VIDEO]

A scoprire il "furbetto", un 25enne di Pescara che non aveva i requisiti per percepire il sussidio, sono stati i militari della guardia di finanza

Riceve il reddito di cittadinanza ma non ha i requisiti e per questo motivo un ragazzo di 25 anni di Pescara è stato denunciato dalla guardia di finanza.
Il 25enne ha percepito 1.300 euro al mese per più di un anno.

Il giovane è stato scoperto nell'ambito dell’operazione “Parassita” delle Fiamme Gialle di Pescara, coordinate dal comandante provinciale, il colonnello Antonio Caputo.

È stato denunciato a piede libero alla locale autorità giudiziaria per avere reso dichiarazioni attestanti cose non vere ed omesso informazioni dovute al fine di ricevere illecitamente l’indennizzo. Come fanno sapere dalla guardia di finanza, una frode allo Stato messa in atto da un giovane che, per potersi assicurare il beneficio del reddito di cittadinanza, all’atto della domanda di accesso al sussidio, decide di barare e si dimentica di avere un padre agli arresti domiciliari e una madre con l’obbligo di dimora per furto in abitazione e indebito utilizzo di carte di credito. Escamotage e trovata ormai tipica di chi vuole arrivare a percepire il reddito di cittadinanza senza averne il diritto e saltando tutti gli ostacoli, non solo di ordine economico, ma anche di soggiorno, residenza e, soprattutto, giudiziari. Infatti, oltre al patrimonio mobiliare e immobiliare posseduto, all’erogazione dell’assegno si tiene conto, tra l’altro, della numerosità del nucleo familiare, di chi ha subìto condanne o è sottoposto a misure cautelari personali. E quest’ultima condizione risulta essere la più esposta a trucchi di ogni tipo. Non a caso, tra coloro che ricevono il reddito in deficit dei requisiti previsti si trova di tutto: cittadini che lavorano in nero e dichiarano redditi molto bassi, nullatenenti che viaggiano in Porsche, stranieri che si inventano indirizzi di residenza ad hoc, soggetti che fantasticano su figli e coniugi, e giovani che, come in questo caso, nascondono il casellario giudiziario dei genitori a carico.

«Espedienti variopinti che», come si legge in una nota, «per i finanzieri del comando provinciale di Pescara, sono veri e propri campanelli d’allarme, indicatori di rischio grazie ai quali scattano controlli di polizia ad ampio raggio: prima con verifiche sul panorama informativo delle banche dati, poi con indagini e riscontri tesi ad accertare l’eventuale sussistenza di reati commessi da chi usurpa il reddito di cittadinanza quale misura di contrasto alla povertà erogata dallo Stato a sostegno delle famiglie e dei più deboli. Ed è per questo che l’operazione “Parassita” proseguirà anche nei prossimi mesi, a tutela delle risorse messe in campo contro il caro-prezzi e l’inflazione in generale, e per il rafforzamento del presidio di vigilanza a tutela della spesa pubblica, crocevia delle principali dinamiche economico-sociali di quest’epoca». 

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