rotate-mobile
Cronaca Città sant'angelo / Frazione Villa Cipressi

Esplosione Città Sant'Angelo Di Giacomo: le testimonianze e le ipotesi

Pezzi di muro, di cemento armato, volati a distanza di centinaia di metri, ed ancora un odore fortissimo ed intenso dopo l'esplosione. E' quanto raccontano alcuni residenti della zona nei pressi della ditta Di Giacomo

Pezzi di muro, di cemento armato, volati a centinaia di metri come fossero meteore, ed ancora un boato impressionante e un odore fortissimo subito dopo l'esplosione.

I residenti della zona sono sotto shock dopo l'esplosione che ha sventrato la collina di Villa Cipressi a Città Sant'Angelo, dove si trova la ditta di fuochi pirotecnici Di Giacomo.

Case sventrate dall'onda d'urto e danneggiate dai detriti, come racconta un residente che abita a circa 500 metri dall'azienda. "Pensavamo fosse un terremoto, poi ci siamo accorti che era saltato in aria il deposito. Porte blindate e finestre completamente scardinate."

Sulle cause ancora nessuno sa darsi una spiegazione: la ditta Di Giacomo, come spiegano alcuni residenti della zona, era molto conosciuta ed aveva sempre adottato tutte le misure di sicurezza possibili.

Intanto uno dei fratelli Di Giacomo, Adriano, scampato alla tragedia per puro caso, in quanto doveva fare una visita medica. 'Non avevamo operai era un'azienda familiare la migliore d'Abruzzo. Era il miglior laboratorio d'Abruzzo, avevamo rifatto tutto da capo, era tutto nuovo. Belle coperture, tutte coibentate, muri da 40 centimetri'. So che Mauro si stava preparando perche' doveva andare a Chieti, stava lavorando sulle 'bombe' gia' chiuse, ma il nostro era un ambiente fresco e all'avanguardia. Non so proprio darmi una spiegazione". Anche il genero Federico conferma che la ditta era in regola da sempre.

La Procura intanto ha aperto un'inchiesta e sequestrato l'area. Le ricerche probabilmente saranno sospese in attesa della bonifica. Uomini altamente specializzati delle Forze dell'Ordine stanno arrivando anche da fuori Regione. Fra l'altro uno dei depositi non esplosi è quello dei fuochi illegali sequestrati dalle Forze dell'Ordine nella zona.

IL PREFETTO  "La sala della protezione civile in prefettura e' stata attivata immediatamente e sara' chiusa quando sara' conclusa la situazione, cioe' quando non ci sara' piu' alcun rischio - ha proseguito. Solo allora metteremo la parola fine - ha detto sempre D'Antuono - a questa tragica, drammatica situazione". Quanto alle cause "sono in corso accertamenti tecnici. Sono diverse le ipotesi ma non si puo' arrivare a nessuna conclusione."

IL 118 Il Responsabile del 118 Cherubini, arrivato dopo 7 minuti, racconta: "Siamo arrivati sette minuti dopo lo scoppio. E' stato come vedere una scena di guerra con lapilli e materiale ricaduto fino a quattro chilometri. Ho visto dopo l'esplosione un ragazzo che mi e' corso vicino e gli ho detto di allontanarsi. Dopo non l'ho visto piu'''. ''Credo che prima di domani sara' difficile provvedere al recupero dei tre dispersi perche' al momento le condizioni nei pressi dei resti della fabbrica esplosa sono ancora molto difficili. Alessio stava scendendo verso la fabbrica dopo la prima esplosione e nonostante gli avessi detto di non passare di li' e' stato colto in pieno dalla seconda deflagrazione"

Incendio Città Sant'Angelo Di Giacomo 25 luglio 2013

Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Esplosione Città Sant'Angelo Di Giacomo: le testimonianze e le ipotesi

IlPescara è in caricamento