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Cronaca

Individuati i presunti responsabili degli imbrattamenti "no vax" alla Cgil, all'ospedale e alla prefettura: sono due pescaresi [FOTO]

Sottoposti a indagine un uomo e una donna di Pescara in quanto ritenuti appartenenti, unitamente ad altri partecipi, allo stato ignoti, a un sodalizio criminale, conosciuto sotto il nome di Guerrieri ViVi

Il personale della digos della questura di Pescara, nella mattinata di lunedì 15 aprile, ha dato esecuzione a un decreto di perquisizione emesso dalla locale Procura della Repubblica nei confronti di due soggetti (un uomo di 47 anni e una donna di 36 anni), residenti nel capoluogo adriatico, sottoposti a indagine in quanto ritenuti appartenenti, unitamente ad altri partecipi, allo stato ignoti, ad un sodalizio criminale, conosciuto sotto il nome di Guerrieri ViVi”.
Come fanno sapere dalla polizia, di spiccata ideologia “no vax”, il gruppo è sorto a seguito dell’introduzione dell’obbligo vaccinale adottato durante il periodo pandemico e si è reso protagonista, sull’intero territorio nazionale, anche quando l’emergenza sanitaria ha avuto termine, di plurimi danneggiamenti e imbrattamenti di scuole, sedi di partito, sindacati, redazioni di giornali, sedi comunali, ipermercati, uffici postali, ospedali, siglando le proprie azioni con il simbolo della doppia V inscritta in un cerchio e rivendicandole attraverso i canali social.

Propaggini di questo sodalizio hanno dato concretezza e attuazione al programma criminoso dei Guerrieri Vivi anche nella città di Pescara. Plurimi sono infatti i reati commessi dal gruppo in questo territorio: si ricorda, il 3 novembre 2022, l’imbrattamento, in via Benedetto Croce, della sede della Cgil, con la chiara strategia di diffondere il principio della disobbedienza alle leggi dello Stato, con particolare riferimento alle campagne (obbligatorie in periodo pandemico) di profilassi vaccinale. Recentemente, nel gennaio di quest’anno, questo sodalizio “no vax” ha colpito obiettivi simbolo in un’ottica di scontro istituzionale, quali l’ospedale civile "Santo Spirito" e il palazzo del governo (la prefettura, nello stesso palazzo è presente anche la Provincia).

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Il 14 gennaio scorso, infatti, all’interno dell’ospedale è stata rilevata la presenza di scritte “no vax”, riconducibili, per l’appunto, al gruppo ViVi. Le scritte, tutte corredate dalla sigla “W” all’interno di un cerchio rosso, sono state apposte sia sui muri che sugli ascensori situati al sesto piano del nosocomio. La sera del successivo 15 gennaio i guerrieri ViVi sono tornati a colpire. Questa volta l’obiettivo era il palazzo del governo, sede della Prefettura e della Provincia, la cui gradinata, il portone, nonché la facciata centrale, sono state imbrattate con grandi scritte e simboli, tracciati con vernice rossa, “firmate” ViVi. Le indagini immediatamente avviate dalla polizia, sotto la direzione della Procura della Repubblica, grazie anche all’attenta analisi delle immagini degli impianti di videosorveglianza dell’ospedale e del Palazzo del Governo, hanno consentito di focalizzare l’attenzione investigativa su due soggetti (47 anni lui, 36 lei) destinatari delle perquisizioni.

Alla luce degli elementi investigativi così raccolti, supportati dall’esame dei profili social, si ritiene che l’uomo, il 14 gennaio, abbia posto a segno l’azione all’interno dell’ospedale civile e successivamente, il 15 gennaio, coadiuvato dalla donna, che lo avrebbe accompagnato sul posto a bordo della propria autovettura, abbia imbrattato il Palazzo del Governo, utilizzando verosimilmente una lancia per verniciare a spruzzo (le istruzioni sul come realizzarla sono reperibili in rete proprio nei canali riconducibili al sodalizio dei Guerrieri ViVi). Lunedì mattina i poliziotti della digos della questura di Pescara, delegati dall’autorità giudiziaria, hanno proceduto alla perquisizione delle abitazioni dei due indagati, procedendo al sequestro di materiale ritenuto di interesse in relazione ai fatti per cui si procede, tra cui anche oggettistica riconducibile al citato gruppo “no vax” e “stencil” per la realizzazione della scritta “ViVi” In particolare, nell’abitazione dell’uomo, sarebbe stata rinvenuta la lancia per pittura a spruzzo, di fabbricazione artigianale, che si ritiene esser stata utilizzata per l’imbrattamento della prefettura. I reati contestati sono quelli di associazione per delinquere, danneggiamento e imbrattamento.

Sequestro palazzo prefettura imbrattato scritte no vax

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