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Martedì, 24 Maggio 2022
Attualità

Sette giovani ucraini fuggiti dalla guerra si raccontano ai coetanei dell'Alberghiero

Guerra e pace, storie dal fronte ucraino, questo il nome scelto per l'evento nel corso del quale si sono alternate letture recitate e spiegazioni storiche, la dirigente Di Pietro: "La scuola deve educare contro ogni forma di prepotenza"

Una giornata per spiegare l'orrore della guerra dalla voce di chi è riuscito a sfuggirle. E' stata una lezione diversa, ma importante quella che ha visto protagonisti gli studenti dell'istituto Alberghiero Ipsseoa De Cecco di Pescara. “Guerra e pace, storia e storie dal fonte ucraino’, questo il nome scelto per l'evento organizzato dalla dirigente Alessandra Di Pietro che ha visto in primis come protagonisti Constantin fuggito con la mamma da Odessa, Dasha, Milena scampata alle bombe a Nikolaev con i suoi tre figli, e Ilyna che è riuscita a lasciare Ternopil. “Sono stati loro, i ragazzi provenienti dall’Ucraina martoriata dalla guerra, i protagonisti dell’evento che ha voluto organizzare per offrire ai nostri studenti spunti di riflessione su quanto sta accadendo nell’Europa orientale tenendo tutto il mondo con il fiato sospeso – spiega Di Pietro -. Un momento in cui la nostra scuola comunque si propone come ‘scuola di pace’, rifiutando ogni forma di prevaricazione, di prepotenza”. Protagoniste della giornata anche le letture sceniche dei racconti di scrittori di ieri e di reporter di ieri: un testo originale elaborato in dieci giorni dal professor Roberto Melchiorre, saggista e scrittore, che lo ha interpretato con il docente e attore Edoardo Oliva. Sette i ragazzi ucraini che hanno incontrato gli studenti delle classi quarta A, quarta e quinta B (indirizzo Sala) e quarta C (enogastronomia) “

Dinanzi alla tragedia cui stiamo assistendo la parola d’ordine dev’essere solidarietà – spiega ancora la dirigente -. Per presentare l’iniziativa abbiamo scelto l’immagine di due mani, una colorata con la bandiera dell’Ucraina, l’altra con la bandiera della Russia, perché le bandiere sono vessilli importanti che si trascinano dietro anni di storia e di eventi anche cruenti, le bandiere sono strumenti sotto la cui insegna spesso le popolazioni sono state indotte a considerare nemici i vicini di confine. L’istituto Alberghiero ‘De Cecco’ come scuola e come comunità educante vuole invece ribadire che l’unica bandiera essenziale e che abbia un senso è quella della pace. Dobbiamo ricordare come la costruzione della pace e di una cultura della pace passa dalla conoscenza della storia, non bastano le emozioni, conta il lavoro nel quotidiano. Purtroppo dall’Ucraina ci arriva oggi un’overdose di venti di guerra: consideriamo che a oggi già ci sono 10milioni di persone fuggite dall’Ucraina, l’Unicef ci parla di 1milione e mezzo di bambini rifugiati e di 3,3 milioni di Ucraini sfollati. La guerra intossica gli animi dei sopravvissuti per tanto tempo, sgretola i punti di riferimento e le certezze. Per questa ragione la scuola deve stare in prima linea nell’accoglienza – prosegue Di Pietro -, soprattutto dei minori e degli adolescenti, ricordando che la pace si costruisce garantendo una società più giusta, basata sul rispetto dell’altro, sulla tutela del bene comune, sull’ascolto e il dialogo. I nostri studenti hanno adottato l’equazione ‘no guerra no mafie’ perché la subcultura della guerra e della mafia hanno la stessa matrice che nasce dalla prevaricazione dell’altro”.

Per l'assessore comunale alla cultura Maria Rita Carota l'incontro è “un’occasione di riflessione sulla guerra per comprendere che durante un conflitto perdono tutti”. Così l'ex sindaco di Pescara Marco Alessandrini: “è terribile pensare a 7 bambini o adolescenti che oggi sono arrivati a Pescara hanno già vissuto un’esperienza terribile. Questa vicenda deve farci sperare che si torni a fare politica nel senso più elevato del termine e che tacciano le armi”. Quindi spazio allo storico Fimiani che ha ripercorso la storia dei rapporti in seno all’Europa Orientale, “dove le prime vittime sono i civili – conclude - : 30 milioni i civili morti in occasione della seconda guerra mondiale di cui 22milioni solo nell’Europa Orientale dove la guerra è stata più feroce, più cattiva e gli avvenimenti odierni sono figli di quella storia”. Presenti all'evento anche Daniela Puglisi referente dei progetti di legalità e di inclusione per l’ufficio scolastico provinciale ambito Chieti-Pescara, gli assessori comunali alla cultura Maria Rita Carota e alle politiche sociali Adelchi Sulpizio, il presidente della commissione politiche sociali Maria Luigia Montopolino, il garante regionale dei diritti dell’infanzia e dell’adolescenza Marina Falivene, il vicequestore di Pescara Pasquale Sorgonà, il rappresentante dell’associazione maestri del lavoro dottor Clemente, il presidente dell’associazione nazionale Cavalieri della Repubblica italiana Anna Maria Di Rita, il sindaco emerito di Pescara Marco Alessandrini, il già onorevole Gianni Melilla presidente dell’associazione Asca, Padre Giorgio dell’associazione Libera,, il presidente dell’associazione Codici Giovanni D’Andrea e, da remoto, il deputato M5s Gianluca.

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