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Mercoledì, 28 Febbraio 2024
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Italia Nostra a sindaco e giunta: "Scortesemente ignorata la nostra proposta del 2020 per il Piano del verde, la reinviamo"

L'associazione rende pubblica la seconda lettera inviata alla notizia che si sta lavorando al piano con una consulenza esterna e, lamenta, senza che nessuna consultazione sia stata fatta prima. Quella prima missiva non avrebbe avuto alcun riscontro, né positivo né negativo. Palladini: "Dovremmo diventare la città dei pini e invece li tagliano tutti"

“Nessuna partecipazione” oltre alla “scortesia” di una risposta attesa per quattro anni, ma la volontà a questo punto di riproporre le idee avanzate perché possano magari essere fonte “di spunto” e l'occasione per “consultarci per questi importanti passaggi nella gestione del territorio attuando le forme partecipative previste dai regolamenti comunali in vigore” con in più l'auspicio che venga esteso a Montesilvano e Spoltore nell'ottica della Nuova Pescara.

Questi alcuni dei passaggi della lettera che la sezione locale di Italia Nostra ha inviato al sindaco Carlo Masci e sua giunta appresa la notizia che si sta lavorando al “Piano del verde” con la consulenza dell'università di Camerino. Un tema su cui, sottolinea l'associazione, la stessa lavora da anni e che la sua proposta con un'altra lettera non resa pubblica come invece si è deciso di fare in questo caso, l'aveva già portata quattro anni fa all'attenzione dell'amministrazione. Cosa che il presidente Massimo Palladini contattato da IlPescara ribadisce rimarcando come sarebbe ora di cambiare il paradigma e costruire non la città sul verde, ma la città intorno al verde facendo di Pescara la “Città dei pini” a fronte di una maggioranza che invece “li sta tagliando tutti”, afferma.

I contenuti della lettera invita oggi da Italia Nostra a sindaco e giunta

A quel piano ora si sta lavorando, ma “ne sono stati già definiti indirizzi e linee di redazione – scrive ancora l'associazione”, senza che sia stata fatta “nessuna riunione, non dico partecipativa, ma nemmeno informativa” prima di dare annuncio dell'avvio delle fasi preliminari di un piano che si dovrebbe avere tra dieci mesi. L'ennesimo annuncio, lamenta ancora, fatto dall'amministrazione

“senza alcuno scambio con le espressioni della cittadinanza attiva”, compresa proprio Italia Nostra. Associazione che sottolinea come “da più di un quarantennio offre alla città una continua attività culturale ed educativa su ambiente e storia urbana” e che coglie l'occasione per ricordare che quel piano lo chiedeva già nel 2020 “a gran voce” con tanto di lettera inviata il 6 giugno al sindaco Carlo Masci, all'allora vicesindaco e oggi ancora assessore comunale al Verde Gianni Santilli e la dirigente al settore Ambiente e verde Emilia Fino. Una lettera cui non c'è stata “nemmeno la parvenza di una risposta da parte vostra, né di apprezzamento né di rigetto: un atteggiamento – incalza nella nuova lettera inviata - scortese che inaugurava (cosa più grave) uno stile di chiusura alle istanze culturali cittadine nei campi dell’ambiente e della storia urbana”.

Italia Nostra precisa in oltre che la proposta allegata alla prima lettera era il frutto dell'esito del lavoro “di alcuni nostri esperti” e che “constava nello schema ideogrammatico di una possibile rete naturalistica della città” con tanto di breve relazione elaborata anche a seguito di due convegni fatti con esperti nazionali tra cui “alcuni studiosi di vostra conoscenza e fiducia”, precisa. Uno risale all'11 maggio 2018 all'Aurum e verteva sul tema “Alberi in città: analisi e prospettive per la gestione del verde urbano”. Il secondo risale al 30 novembre 2019 cioè appena dopo l'insediamento dell'attuale maggioranza e verteva su “Il pino d’Aleppo e la “città giardino”.

“Entrambi hanno avuto il patrocinio del Comune e l’intervento dei due sindaci, il precedente e l’attuale”, aggiunge l'associazione adducendo la cosa a dimostrazione dell'impegno profuso per averlo già all'epoca il Piano del verde di cui oggi si parla.

Massimo Palladini (Italia Nostra) illustra la proposta dell'associazione e lamenta: “Le consultazioni si fanno prima”

“Il Piano del verde si deve intendere come un pezzo integrante del piano regolatore della città”, afferma il presidente di Italia Nostra Massimo Palladini cui abbiamo chiesto di spiegare qual era l'idea che hanno avanzato per la prima volta nel 2020 e che oggi portano di nuovo all'attenzione dell'amministrazione.

“Per prima cosa bisogna partire dalla necessità di attuare un'inversione concettuale. Non è il verde che si adatta al costruito, è il costruito che si adatta al verde. L'idea non è che abbiamo una città e la adorniamo di verde, ma che abbiamo una città che deve convivere con la sua morfologia, con la sua configurazione naturale. Se non ci fosse la città d'altra parte – chiosa – ci sarebbe solo il verde ed è questa la sfida che ci attende”.

Il Piano del verde, prosegue “non è il piano delle strade e dei giardinetti. È il piano delle arre di naturalità che sono indispensabili per le città. Ad esempio: se per collegare il fiume al Fosso Grande c'è bisogno di cancellar e una zona edificatoria, quella si cancella”.

La proposta per il Piano del verde di Italia Nostra

“Il secondo aspetto – continua Palladini – è quello di guardare al nostro passaggio che è fatto di querce, lecci e pini. I pini sono una cosa importantissima perché già nel '500 quando passavano da qui dicevano che c'era un'enorme pineta litoranea fatta soprattutto di pini d'Aleppo e pini Marittimi. Qui invece – aggiunge risollevando la polemica sulla gestione del verde – li stanno tagliando tutti perché le radici danno fastidio alle macchine. Sono sciocchezze superate in tutta Europa: oggi ci sono tecniche per contenerle. Noi – dovremmo arrivare a scriver sotto i cartelli di Pescara che è 'la città di pini'. Oltretutto si sostituiscono le piante autoctone con piante che sono anche dannose perché forse non sanno che ogni volta che un uccello fa cadere il pezzo di una palma in una pineta questa danneggia l'area contaminando il suolo”, chiosa.

“Fare un piano del verde vuol dire mettere in campo tante competenze: da quella dell'urbanista a quella del biologo e fino al climatologo. Non la possono fare i funzionari. A fine legislatura e a quattro anni dalla nostra proposta che non ha meritato una risposta né positiva né negativa, un gesto di vera maleducazione ora ci dicono che si sta lavorando al Piano del verde con una consulenza esterna con indirizzi già fissati. La partecipazione – dice ancora riferendosi all'annuncio fatto che in questi dieci mesi saranno fatte le consultazioni – si fa a monte non a valle. Vorremmo essere consultati quando si orientano gli orientamenti non quando ormai hai fatto tutto e mi stai 'informando' di quello che vorresti fare e non farai perché adesso – conclude Palladini – si vota”.

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