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Venticinque panchine rosse nei parchi della città per dire "no" alla violenza sulle donne

A promuovere l'iniziativa l'assessore comunale Gianni Santilli che ricorda in particolare la giovane Giulia Cecchettin, ma che invita tutti a riflettere su un fenomeno che va arrestato e sedersi su una di quelle panchine è un modo per ricordare le vittime di femminicidio e capire che serve una nuova coscienza

Venticinque panchine rosse nei parchi cittadini per dire “no” alla violenza sulle donne. A prendere l'iniziativa è stato l'assessore comunale ai Parchi Gianni Santilli che vuole mandare un messaggio chiaro: il “no” alla violenza di genere non è solo il 25 novembre, ma ogni giorno e la cronaca non fa altro che, purtroppo, ricordarcelo.

Sono 108 i femminicidi da inizio anno in Italia, numeri agghiaccianti, sottolinea, che fanno capire bene l'importanza di prendere coscienza che un problema c'è e che bisogna attuare azioni più efficaci e condivise per arrestare il fenomeno.

Il pensiero di Santilli che è anche assessore comunale alla Pubblica istruzione, va a Giulia Cecchettin, la 22enne di Vigonovo (Venezia) vittima di femminicidio per cui ora indagato è l'ex fidanzato Filippo Turetta.

“Ciò che credo oggi vada soprattutto fatto è coinvolgere le nuove generazioni con progetti educativi già dalle aule scolastiche, mettendo a disposizione strumenti culturali diffusi e misure necessarie alla prevenzione. Come Comune di Pescara, stiamo portando avanti un lavoro importante che sono certo darà dei buoni frutti a beneficio delle donne che subiscono violenza ma anche di tanti uomini che comprendono l’importanza dell’aiuto”, spiega.

L'assemblea generale delle Nazioni Unite ogni anno, in occasione della “Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne” invita i governi, le organizzazioni internazionali, le ong, le associazioni e gli enti territoriali a organizzare in quel giorno attività volte a sensibilizzare l'opinione pubblica. Proprio in questa logica l'assessore ha deciso di far dipingere di rosso 25 delle panchine che si trovano nei parchi di Pescara: un simbolo e un richiamo all'attenzione che tutti, comprese le istituzioni, devono avere.

“La piena consapevolezza sullo stato delle relazioni di genere, in casa e non, e sulla condizione della nostra società passano attraverso la riflessione profonda. Le panchine rosse che abbiamo tinteggiato devono rappresentare una sorta di 'campanello' per tutte le coscienze, un monito a non essere superficiali e possibilmente ad aiutare chi soffre. Io ho creduto in questa iniziativa e invito tutti a sedersi su queste panchine per pensare a quale possa essere il nostro contributo individuale di civiltà”, conclude.

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