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La storia di un giovane uomo morto dopo essere finito in strada e nel tunnel della droga per il fallimento della sua attività

A raccontare a IlPescara.it la storia di un trentenne finito in strada dopo il fallimento della sua attività, è la consigliera e presidente della commissione politiche sociali Maria Luigia Montopolino

È morto per le complicazioni infettive dovute a un'overdose di stupefacenti un giovane uomo originario della Sardegna che viveva in strada a Pescara. A raccontare la sua triste storia è la consigliera comunale e presidente della commissione politiche sociali Maria Luigia Montopolino. Aveva una vita normale, una moglie e una figlia ed era una persona che proveniva da una famiglia perbene. Non si tratta dunque di una storia di emarginazione sociale che parte da lontano, ma di un uomo che improvvisamente si è ritrovato senza nulla:

"Gianluca era una persona intelligente, lucida e buona cultura. Viveva purtroppo fra i vicoli abbandonati di Villa del Fuoco dopo che la sua attività è fallita. Originario della Sardegna, si è ritrovato improvvisamente in mezzo alla strada ed ha cercato aiuto e sostegno in un'attività commerciale della zona che ha deciso, dopo aver ascoltato la sua storia ed avergli dato una mano per quanto possibile, di rivolgersi a me in quanto consigliera comunale e presidente della commissione politiche sociali. A quel punto l'ho conosciuto di persona e sono rimasta molto colpita dalla sua storia e dal suo modo di essere: parlava bene, era molto lucido ed ha raccontato di aver avuto il fallimento di una sua attività e la perdita del posto di lavoro in una grande azienda dopo un incidente automobilistico.

A quel punto è finito in strada e purtroppo ha frequentato gli amici sbagliati che lo hanno condotto nel tunnel della droga. Ho segnalato il caso all'associazione "On the road" che dopo aver eseguito alcune verifiche tramite i suoi documenti lo ha preso in carico iniziando un percorso di disintossicazione. Lui voleva infatti uscire dalla dipendenza, ed ha chiesto anche di avvisare la sua famiglia in Sardegna. A quel punto è stato curato inizialmente nel Sert di Pescara e poi è stato spostato in provncia di Teramo dove ha vissuto ed è stato seguito dal Sert locale. Aveva quindi una sistemazione, un alloggio dove appoggiarsi e la strada sembrava aperta verso la fine dell'incubo. Ma purtroppo un giorno è ricaduto nel tunnel ed ha acquistato una dose di stupefacente, che gli ha provocato una overdose. Salvato in extremis, ha però avuto delle complicanze infettive gravi ed è morto in ospedale."

La Montopolino ha poi concluso:

"Il messaggio che voglio ancora una volta far passare è che la droga è un tunnel dal quale è davvero difficile uscire. Per questo bisogna stare lontani dalle sostanze stupefacenti, in quanto anche quando vi è una vera volontà di disintossicarsi come nel caso di questo giovane uomo, purtroppo può bastare anche un singolo nuovo errore e una singola ricaduta per perdere la vita".

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