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Giovedì, 30 Maggio 2024
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Va avanti lo scontro tra ditte sul cantiere di via della Fornace Bizzarri: quella in subappalto ora ne minaccia il blocco

Al centro della vicenda 12mila euro che questa sostiene non gli siano stati liquidati con quella che invece l'appalto l'ha vinto che sostiene di aver pagato tutto. La prima intanto si dice pronta a non fare entrare nessuno nell'area del cantiere. Resta il timore dei residenti che hanno paura di ritrovarsi l'opera non finita ma i lavori, viene riferito, non si sarebbero mai fermati e non si fermeranno

Va avanti la protesta della ditta che ha preso in subappalto i lavori per la realizzazione dell'asilo nido di via della Fornace Bizzarri. Stamattina, giovedì 7 marzo, il rappresentate di questa è tornato davanti al cantiere per chiedere di essere liquidati dei 12mila euro che avanzerebbe dei 75mila euro pattuiti in sede di contratto.

Nulla da liquidare, ribatte il legale rappresentante della ditta che l'appalto l'ha ottenuto e che era già intervenuto smentendo da parte sua l'accusa  sostenendo che tutto sarebbe stato saldato. Quei 12mila euro, aggiunge ora raggiunto da IlPescara per una replica, sarebbero stati detratti da spese anticipate come l'affitto di materiali, consumi, vitto e alloggio e dunque non sarebbero dovuti.

Chi ha avuto il subappalto, in realtà, afferma anche di aver portato avanti lavori extra che sarebbero stati richiesti come ad esempio il muretto sovrastante al solaio o le spese di noleggio per portare via dei materiali. Una fattura di 9mila e 300 euro quella che ha chiesto di veder liquidata (oltre ai 12mila euro). Fattura già contestagli fa sapere lui stesso e come conferma l'appaltatore perché, questa la posizione di quest'ultimo, non ci sarebbe stata alcuna spesa in più rispetto a quanto pattuito a carico di chi ha ottenuto il subappalto. “Loro avrebbero dovuto solo pagare gli stipendi”, sostiene quindi il legale rappresentante che conferma anche di aver fatto quella querela che qualche giorno fa si stava valutando di fare dopo l'apposizione di quello striscione con cui si denunciava invece il mancato pagamento che ancora oggi chi i lavori li ha fatti rivendica, è stata fatta. Striscione oggi riapparso in via della Fornace Bizzarri. “Abbiamo già portato tutte le fatture al Comune. Ci chiediamo – continua il legale rappresentante della ditta che ha appaltato – perché non si rivolgano al tribunale e non chiedano un decreto di ingiunzione se ritengono di non essere stati liquidati”.

Posizioni totalmente opposte a suon di fatture con quei 12mila euro che mancano all'appello che in sostanza il subappaltatore chiede di avere perché non liquidati e che l'appaltante dice invece che non deve versare perché costi trattenuti per spese anticipate.

Se la questione quasi certamente proseguirà per vie legali con una querela da parte della ditta affidataria dell'intero cantiere come detto già fatta, ora chi ha ottenuto il subappalto minaccia di bloccare il cantiere se quei 12mila euro non saranno liquidati.

Nel corso della mattinata sul posto è arrivato anche l'ingegnere responsabile della sicurezza che ha rimesso il lucchetto al cantiere. Gli abbiamo chiesto le ragioni che sarebbero ovviamente legate alla sicurezza dato che nell'are non può entrare chi non è addetto ai lavori e che gli addetti ai lavori sono quelli della ditta che ha ottenuto l'appalto con quella del subappalto che i suoi lavori li avrebbe completati e che dunque non ne avrebbe più l'accesso. Cosa anche questa contestata dal rappresentante della ditta presente sul posto.

Al centro di tutta la vicenda ci sono i residenti di via della Fornace Bizzarri. Residenti che per voce dell'associazione Radici in Comune aveva espresso la sua preoccupazione in caso di blocco del cantiere di quell'asilo contro cui si erano battuti loro sì per le vie legali con il consiglio di Stato che aveva infine riconosciuto le ragioni dell'amministrazione dando il via libera alla costruzione del plesso finanziato con fondi pnrr. Intervento contro cui era intervenuto l'assessore comunale alla Pubblica istruzione Gianni Santilli chiarendo che da parte sa l'ente il dovuto lo ha liquidato e rassicurando i residenti sul fatto che non c'è da temere: nessuno scheletro rimarrà, il cantiere andrà avanti e i lavori saranno completati nei tempi previsti dal piano nazionale di ripresa e resilienza che, come noto, detta tempi precisi per chiudere la partita del finanziamento. Anche il sindaco Carlo Masci, facendo il punto sui cantieri dei nuovi asili nido, ha riferito nei giorni scorsi che proprio questo sarà uno dei primi due a essere completati con l'apertura della scuola già all'inizio del prossimo anno scolastico.

Ad affermare che i lavori non si sono mai fermati e che se oggi è chiuso il cantiere è solo perché in città il 6 marzo, cioè ieri, c'è stata una grandinata e dunque lo stop sarebbe dovuto al maltempo, è il legale rappresentante della ditta che ha ottenuto l'appalto. Il cantiere minaccia ora di bloccarlo la ditta in subappalto per quelle che sono le sue rivendicazioni contestate da chi gli ha affidato l'intervento. Se così fosse e cioè se davvero partisse la protesta di blocco che si avrebbe intenzione di portare avanti per settimane, si potrebbe anche arrivare ad un eventuale intervento delle forze dell'ordine.

Per chi vive in zona la priorità resta a questo punto solo una: che quell'asilo che pur non volevano, venga alla fine realizzato e si scongiuri definitivamente il timore di restare senza parco e senza scuola.

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