Accolto il ricorso degli automobilisti multati con l'autovelox di Bussi sul Tirino, la decisione del giudice di pace

A farlo sapere è l'avvocato aquilano Carlotta Ludovici che si è occupata di assistere i cittadini sanzionati

È stato accolto dal giudice di pace del tribunale di Pescara il primo di diversi ricorsi presentati da automobilisti che erano stati multati con l'autovelox installato lungo la strada statale 153 all'altezza di Bussi sul Tirino dal Comune.
A farlo sapere è l'avvocato aquilano Carlotta Ludovici che si è occupata di assistere i cittadini sanzionati.

La vicenda nasce il 3 giugno dello scorso anno quando per gli automobilisti che quotidianamente transitano lungo la strada è iniziato un vero e proprio un incubo, che ora, come sottolinea il legale, «pare che stia per finire». 

«Il 12 giugno», spiega la Ludovici, «è stato discusso nel merito il primo di una lunga serie di ricorsi (più di cento patrocinati dalla sottoscritta), con esito favorevole per il ricorrente. Infatti, il ricorso è stato accolto dal giudice di pace di Pescara, Anna Maria Leombruni, la quale ha depositato, a fine udienza, il dispositivo della sentenza di accoglimento dell'opposizione. Si resta in attesa delle motivazioni della stessa». 
Nel ricorso è stata evidenziata in primis l'invisibilità oggettiva dell’autovelox, la segnaletica di preavviso non regolamentare e anche la mancata omologazione del velox in questione, oltre ad altri motivi di ricorso quali l'attività notificatoria illegittima, alcune problematiche inerenti la taratura iniziale del dispositivo.

«Giova, inoltre», aggiunge l'avvocato, «evidenziare che per rendere più visibile l'autovelox de quo attualmente è stata adottata la triste scelta di sradicare gli alberi che circondavano il velox, in totale spregio del rispetto per l'ambiente e la natura. Questa sentenza di accoglimento fa da apripista ad altre decisioni che susseguiranno nel tempo e sicuramente rappresenta una importante punto di partenza riguardo il famoso caso dell'autovelox di Bussi sul Tirino, che passerà alla storia con più di 45.000 multe notificate. La risposta positiva della giustizia nei confronti di un’ingiustizia perpetrata a scapito di migliaia di utenti costretti a percorrere incessantemente quel tratto di strada per motivi di lavoro o di salute possa rappresentare un barlume di luce nel buio e soprattutto un monito a ché le amministrazioni pubbliche comincino a collaborare con i cittadini piuttosto che remare contro i loro interessi».

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