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Mercoledì, 8 Dicembre 2021
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L'appello di Italia Nostra e Archeoclub per i lavori sotto al Rampigna: "L'ultima occasione per trovare la necropoli Ostia Aterni"

Le due associazioni hanno scritto al sindaco Masci e agli assessori Albore Mascia e Sacconi Paone per la questione della presunta necropoli presente sotto il campo sportivo

Una lettera aperta al sindaco e agli assessori Albore Mascia e Paoni Saccone, per chiedere massima attenzione in merito alla possibilità di verificare l'esistenza della necropoli romana "Ostia Aterni" sotto il campo sportivo Rampigna. A breve, infatti, dovrebbero partire i lavori di riqualificazione dell'area e per questo le associazioni Italia Nostra ed Archeoclub Pescara sottolineano come questa potrebbe essere l'ultima occasione per far venire alla luce i resti, considerando che georadar e tomografia 3D hanno già dato segnali positivi riguardanti la presenza di cavità e strutture murarie legate allo sviluppo antico della città.

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Nella lettera si legge:

Si sottolinea inoltre che l’area, insieme all’adiacente sede della Questura, coincide per la maggior parte col sedime dell’ex “caserma Rampigna”, il comparto nord della fortezza di Pescara, più specificamente destinato alle funzioni militari. Qui insistono importanti vestigia del passato come la più antica chiesa di Pescara e l’unico residuo tratto della originaria cinta fortificata; soprattutto, le due aree, unitariamente intese, costituiscono la maggiore occasione per restituire alla città un affaccio sul fiume, con la valorizzazione di testimonianze e ritrovamenti e la previsione di funzioni culturali e ricreative, in un grande giardino urbano affacciato sul fiume

Le associazioni chiedono un approfondimento e delle ricerche, per valutare un approccio organico progettuale ed unitario sia per gli scavi archeologici che per i lavori di riqualificazione dell'area ricordando che in passato Pescara non ha mai fatto nulla per salvaguardare o recuperare le tracce del suo passato, dal mosaico interrato lungo la golena, fino al parco del Telegrafo.

In questo senso, oltre al necessario recupero delle nostre maggiori testimonianze, anche la disciplina urbanistica generale deve essere rivista alla luce della valorizzazione della città storica. Su questi temi le scriventi associazioni sollecitano un confronto con l’amministrazione comunale

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