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Le Naiadi: Comune di Pescara e sindacati chiedono un incontro con la Regione

Si vuole infatti affrontare la situazione con l’assessore allo sport Liris per conoscere le volontà della giunta Marsilio sul futuro dello storico impianto e, soprattutto, per chiedere l’immediata riapertura di almeno una vasca

In merito all'annosa vicenda delle piscine Le Naiadi, sia il Comune di Pescara che i sindacati hanno chiesto un incontro con la Regione Abruzzo. Si vuole infatti affrontare la situazione con l’assessore allo sport Liris per conoscere le volontà della giunta Marsilio sul futuro dello storico impianto e, soprattutto, per chiedere l’immediata riapertura di almeno una vasca.

In questa maniera si consentirebbero gli allenamenti degli atleti delle associazioni sportive anche in vista della ripresa dei campionati natatori. L'incontro verrà chiesto per la prossima settimana in Commissione Statuto, dove oggi si è tenuta l’audizione di Nazzareno Di Matteo, capofila dell’Ati alla quale dal luglio 2019 è stata affidata la gestione dell’intera struttura.

“Un’audizione - ha spiegato il presidente Croce - utile a chiarire il quadro che ha determinato la chiusura, causa Covid e i conseguenti decreti del presidente del consiglio dei ministri, del complesso sportivo. Oggi però vogliamo la certezza della riapertura tempestiva di almeno una vasca per sgravare le oltre 300 famiglie dal dover portare i propri ragazzi a nuotare nelle piscine situate fuori Pescara, che sono rimaste sempre aperte, con i relativi disagi”.

Intanto, dopo l'incontro fra i sindacati e i lavoratori e collaboratori sportivi che lavorano nella struttura di viale Riviera Nord, anche Cgil Slc e Fisascat Cisl hanno chiesto ufficialmente "un incontro urgente alla Regione Abruzzo con l'aggiornamento del tavolo di confronto riguardante il complesso sportivo Le Naiadi di Pescara e il settore sportivo. Alla situazione di incertezza, legata alla prossima scadenza dei termini della proroga dell'affidamento temporaneo dell'impianto sportivo Le Naiadi, si è aggiunta la grave situazione dovuta all'emergenza sanitaria in atto che ha costretto ad un fermo obbligato delle attività delle attività sportive, la cui ripresa, ad oggi, è difficile da prevedere".

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