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L’Udc chiede chiarimenti politici, rinviato il consiglio comunale

I lavori sono stati rinviati a stamattina. Mascia: "Il 25 maggio saranno i cittadini a prendere la parola e giudicare chi ha governato in buona fede e chi in cattiva fede"

“Oggi assistiamo alla liturgia della politica: con gli amici dell’Udc c’è sempre stato un confronto aperto. Ritengo che anche nell’ultimo scorcio della consiliatura ci sia la necessità di un momento di dialogo per verificare se esistano ancora o meno le condizioni per portare avanti questa amministrazione nell’interesse esclusivo della città. Altrimenti ne prenderemo atto ricordando la scadenza del prossimo 25 maggio, quando saranno i cittadini a prendere la parola e giudicare chi ha governato in buona fede e chi in cattiva fede”.

Lo ha detto il sindaco Mascia prendendo la parola ieri pomeriggio in aula dopo l’intervento del capogruppo Udc Vincenzo Dogali, chiedendo la sospensione dei lavori del Consiglio per “consentire un chiarimento politico in seno alla maggioranza”. I lavori sono stati dunque rinviati a questa mattina, alle ore 9.

Dogali ha lanciato accuse pesanti all'amministrazione Mascia, dichiarando di non voler votare l'aumento dell'Imu e il bilancio di previsione. Senza i voti Udc, il sindaco di fatto non avrebbe i numeri in consiglio comunale.

All’ordine del giorno ancora l’esame del Piano Triennale delle Opere pubbliche, del Bilancio e la questione del Fondo di solidarietà nazionale che Pescara potrebbe essere chiamata a coprire per altri 4 milioni e 350mila euro.

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