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Sospiri replica sulla legge regionale per le case popolari: "Siamo pronti ad eventuali modifiche sulle osservazioni della Corte Costituzionale"

Il presidente del consiglio regionale interviene in merito alle accuse mosse dall'unione inquilini e dal segretario di Rifondazione Comunista

Sarà solo il parere della Corte Costituzionale a portare a modifiche in alcune parti della legge regionale sull'assegnazione delle case popolari. Lo ha detto il presidente del consiglio regionale Sospiri che è intervenuto in merito alle accuse mosse dall'unione inquilini e dal segretario regionale di Rifondazione Comunista dopo le osservazioni sollevate dalla Corte. Sospiri ha aggiunto che vanno modificati solo alcuni aspetti della legge e non l'intera norma, che garantirà sempre una casa a chi versa in reali condizioni di necessità e ne ha diritto, sia stranieri che italiani:

Nel documento normativo abbiamo inserito alcuni elementi cardine innovativi che evidentemente né l’unione inquilini, associazione che teoricamente dovrebbe difendere chi ha legittimo diritto a un alloggio popolare, né tantomeno il segretario di Prc hanno compreso: la norma approvata dalla Regione Abruzzo parte da un assunto, ovvero tutti hanno diritto alla casa popolare, cittadini italiani e stranieri che, allo stesso modo però, dovranno dimostrare di non essere titolari di altri immobili, in Italia o all’estero, e tutti devono certificare il proprio reddito fiscale.

Non è presente nella norma, spiega il presidente, nessuna penalizzazione verso i cittadini stranieri regolari che attraverso le ambasciate e consolati potranno produrre la documentazione necessaria esattamente come avviene per il reddito di cittadinanza, senza disparità di trattamento rispetto ai cittadini italiani attaccando Rifondazione che invece pretende dagli italiani la produzione di tutta la certificazione scritta:

Per gli stranieri invece deve continuare a valere la parola, quindi nessun documento che attesti la condizione, ma bisogna fidarsi esclusivamente delle loro dichiarazioni e della loro autocertificazione di essere poveri e di non avere proprietà in patria.

Poi l’assurdo: secondo l’unione Inquilini è illegittimo escludere dalle assegnazioni chi ha riportato condanne penali per reati specifici e gravi e, allo stesso modo, le famiglie che hanno nel proprio nucleo un condannato, in altre parole il sindacato degli inquilini si oppone al ripristino del principio di legalità nei quartieri popolari della città di Pescara così come della Regione Abruzzo. Ne prendiamo atto e soprattutto lo faremo sapere alle tante famiglie perbene alle quali vogliamo restituire la serenità di vivere nella propria casa.

Secondo Sospiri si tratta di una strumentalizzazione per una legge che sarà eventualmente modificata lasciando l'impianto complessivo intatto..

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