Mercoledì, 22 Settembre 2021
Politica

Sospiri attacca l'Agcm sulla segnalazione per la legge che proroga le concessioni balneari: "Atto vergognoso"

L'Autorità Garante della concorrenza del mercato contesta alla Regione Abruzzo la legge che proroga lle concessioni balneari della costa abruzzese fino al 31 dicembre del 2033

Duro attacco del presidente del consiglio regionale Sospiri all'Agcm, l'Autorità Garante della concorrenza del mercato sulla legge regionale che proroga le concessioni balneari abruzzesi fino al 31 dicembre 2033. L'autorità infatti ha inviato una segnalazione giudicata da Sospiri ingiustificabile in quanto quella legge rispetta la legge nazionale 145 del 2018 che l'autorità chiede di fatto di non far rispettare.

"In sostanza l’autorità garante ha indirizzato alla Regione Abruzzo, attraverso il Presidente Marsilio, una segnalazione di messa in mora contestando la proroga delle concessioni balneari della nostra costa sino a fine 2033, impedendo la loro messa a bando, una norma che in realtà tutela l’immenso patrimonio esperienziale e infrastrutturale che oggi rendono quelle concessioni un bene di inestimabile valore per il nostro turismo e per l’intero indotto che ruota attorno a quel sistema, in termini di indici occupazionali e di capacità professionali, oltre che di potenzialità di investimento."

La richiesta, prosegue Sospiri, è quella di comunicare le determinazioni rispetto alla segnalazione sulla legge in oggetto, prevedendo modifiche in quanto si provocherebbe una presunta una distorsione concorrenziale per una ‘restrizione ingiustificata alle libertà di stabilimento e alla libera prestazione di servizio, contrastando la Direttiva 123 del 2006 della Comunità Europea.

"In modo paradossale però l’autorità pretende dalla Regione Abruzzo di non rispettare una legge dello Stato Italiano, la 145 del 2018, pretesa che riteniamo inconcepibile e non condivisibile. Ciò significa che siamo pronti ad alzare le barricate contro qualunque azione l’autorità garante della concorrenza intenderà adottare, la Regione Abruzzo non retrocede di un passo, la norma è legittima, rispettosa della legge italiana, perfettamente in linea con la politica che caratterizza il nostro lavoro amministrativo e legislativo e siamo decisi a difenderci in tutte le sedi”.

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