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Rsa del Pescarese e Coronavirus, Blasioli: "Dalla Regione ancora nessuna risposta dopo la richiesta di due settimane fa"

Il consigliere regionale Pd attacca la giunta Marsilio in merito alla questione della tutela del personale e degli ospiti delle case di riposo durante l'emergenza Covid19

Il consigliere regionale del Pd Blasioli torna a sollecitare la giunta regionale in merito alla questione delle Rsa nel Pescarese per l'emergenza Coronavirus. Il consigliere, infatti, ricorda come 15 giorni fa abbia inviato una richiesta d'informazioni riguardante la struttura Sorelle della Misericordia in via del Santuario a Pescara dove sono stati registrati 23 casi di positività fra operatori sanitari ed ospiti.

Un fatto che, secondo Blasioli, è ancora più grave se si considerano i ritardi con cui si è scoperto il problema, e per questo aveva scritto al presidente Marsilio, al presidente del consiglio Sospiri, al direttore della Asl Caponetti e al responsabile della protezione civile della Regione Abruzzo Silvio Liberatore.

Al contempo, come fatto in una precedente missiva, chiedevo che attività di prevenzione venissero attivate anche in altre strutture di comunità del territorio. Una richiesta legittima e urgente, dato che il rischio di nuovi focolai in queste strutture è più che concreto e il  pressapochismo, in queste circostanze, potrebbe trasformarsi in una tragedia, nonché vanificare gli sforzi di tutti gli abruzzesi per arrivare alla cosiddetta Fase 2. Non ho, però, ricevuto alcuna risposta e così, a 10 giorni di distanza dalla prima nota, ho inviato un sollecito.  Non solo, tramite mail ho anche chiesto ulteriori approfondimenti circa la situazione di personale e pazienti all’interno delle cliniche private della provincia di Pescara.

Il consigliere infatti intende capire se i lavoratori siano dotati dei dpi necessari per svolgere il lavoro in sicurezza e se ai pazienti vengono effettuati tamponi all'ingresso e al momento della dimissione. Anche in questo caso, però, non ha ricevuto alcuna risposta esprimendo la preoccupazione dei parenti degli anziani ospiti delle Rsa, come nel caso della struttura in via del Santuario dove i parenti chiedono che vengano eseguiti i secondi tamponi, conoscendo anche a quale regime di quarantena sono sottoposti e quando sarà possibile spostarli:

Domande legittime, che non riguardano solo la sfera familiare degli interessati, ma tutta la comunità pescarese che con diligenza sta rispettando le misure imposte per contenere il contagio, ma che potrebbero vanificarsi se non si presterà attenzione alle situazioni più a rischio. Alla luce di tutto ciò rilancio pubblicamente e con forza le mie domande, ma se neanche adesso riceverò risposte mi attiverò con tutti gli strumenti che la legge mi consente

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