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Rifondazione e Giovani comunisti sostengono lo sciopero dei rider: "Non ordinate cibo a domicilio"

La protesta, prevista in tutta italia, si terrà domani venerdì 26 marzo anche a Pescara in piazza Salotto a partire dalle 17

Anche Rifondazione Pescara e Giovani comunisti parteciperanno alla protesta, indetta in tutta Italia, dai rider che svolgono il servizio di consegna a domicilio prevista per venerdì 26 marzo. Lo sciopero dei riders fa parte del "No delivery day" durante il quale non saranno effettuate, dagli addetti aderenti all'iniziativa le consegne a domicilio di pranzi o cene.

A Pescara, l'appuntamento è in piazza Salotto dalle 17, e Rifondazione chiede ai cittadini di astenersi dall'ordinae servizi a domicilio per tutta la giornata in segno di solidarietà, per i riders che contestano le condizioni di lavoro inaccettabili e insopportabili. Il segretario provinciale di Rifondazione Pescara Di Sante e Francesco Belfiglio, di Giovani Comuniste/i Pescara:

"Paghe da fame e sfruttamento estremo si accompagnano a illegalità di tutti i tipi: decurtazioni dei compensi, caporalato, elusione fiscale, non rispetto delle norme sulla sicurezza e perfino confisca delle mance. Come se ciò non fosse sufficiente, assistiamo nella nostra città a vere e proprie ritorsioni nei confronti dei/lle riders che hanno organizzato lo sciopero dello scorso 7 marzo, i/le quali si sono visti/e annullare le commissioni dalla catena McDonald’s, costretti/e quindi a regalare il proprio tempo in attesa di ordini che sono stati puntualmente disdettati"

Secondo quanto riferito dalla Denver s.r.l., i loro ristoranti della catena McDonald’s non hanno disposto alcun annullamento delle commissioni dei riders.

Rifondazione accoglie positivamente i pronunciamenti della magistratura che hanno dichiarato i riders lavoratori subordinati a tutti gli effetti che dovranno quindi essere assunti dalle aziende applicando contratti adeguati:

Rifondazione sostiene i lavoratori determinati a proseguire la lotta fino a quando non vedranno riconosciuti “istituti contrattuali fondamentali come la malattia, le ferie, il congedo parentale, la paga oraria per por fine al ricatto del  cottimo, il Tfr, un monte ore minimo garantito e i diritti sindacali”

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