Il presidente Petrelli sull'emergenza idrica a Pescara: "Situazione inaccettabile, l'Aca deve intervenire subito"

Questa mattina il dirigente dell'Aca Livello è intervenuto durante la seduta della commissione ambiente

Emergenza idrica inaccettabile ad almeno un mese dalla fine dell'estate, con continue riduzioni di portata o interruzioni del servizio idrico a Pescara e Montesilvano, con interi quartieri costretti a vivere ormai da mesi una situazione di disagio che non può proseguire, a causa di problematiche legate alla siccità ma soprattutto per i mancati investimenti da parte dell'Aca.

Così il presidente della commissione ambiente Petrelli ha commentato l'audizione durante la seduta di oggi dell'ingegner Livello dell'Aca, che ha spiegato le ragioni di questa problematica, dovute proprio alla concomitanza di vari fattori:

“Pensare che ancora oggi, nel 2020, ci siano interi quartieri della città che soffrono per l’assenza di acqua potabile dai rubinetti per buona parte della giornata, o comunque per cali di pressione che non permettono le funzioni minime in casa, è veramente paradossale, oltre che inaccettabile eppure è storia di tutti i giorni. E parliamo di un disservizio che, se è vagamente comprensibile nei mesi estivi, peraltro i mesi in cui le erogazioni dovrebbero essere garantite a pieno servizio anche per fronteggiare l’aumento della popolazione a causa dei flussi turistici, ancora più inconcepibile è che il disservizio si protragga in autunno, quando i turisti non ci sono, scendono comunque i consumi casalinghi e le piogge dovrebbero dare il proprio apporto.

Fondamentale è la criticità delle reti idriche, vetuste e con perdite rilevanti, sulle quali non sono stati effettuati interventi importanti, come nel caso delle tubazioni di diametro 700 in cemento, realizzate negli anni '60 che non potrebbero reggere l'aumento improvviso della pressione idrica generata da una sospensione e dal ripristino. Problemi gravi sulla Val Pescara mentre le altre linee Tavo e Pretoro hanno riduzioni più limitate:

Su Pescara la situazione è tutt’altro che rosea: attualmente c’è una carenza di 150 litri al secondo che impone la riduzione della pressione, con centinaia di utenti, specie nelle abitazioni prive di un impianto con autoclave, che ogni giorno denunciano l’assenza di acqua dai rubinetti, che hanno una pressione irrisoria. Per arginare l’emergenza l’Aca sta ora premendo sull’acceleratore su un progetto del 2013, che prevede il completamento di un chilometro dell’acquedotto Tirino, un progetto avviato, fatta la gara per affidare il cantiere, ma la procedura è stata bloccata dalla contrapposizione dell’amministrazione comunale di Bussi, che non ha permesso di portare avanti i lavori.

Grazie ai fondi Masterplan questo problema sembra risolversi con una nuova gara e le ruspe che inizieranno i lavori all'inizio del 2021, ma come aggiunge Petrelli questo non basta, occorre intervenire sulle perdite che arrivano fino al 45% dell'acqua, valori inaccettabili a causa di reti idriche vetuste ed inadeguate. 

Il primo obiettivo sarà quello di far lavorare bene le reti già esistenti, intervenendo sui sistemi di valvole, sugli scambi; poi si dovrà intervenire con la sostituzione delle tubazioni che sono al limite; infine c’è il discorso sulle adduttrici con un preciso piano di
potenziamento. Complessivamente, sulle tre linee di intervento, sono necessari investimenti pari ad almeno 120milioni di euro per 4mila chilometri di rete.

Livello ha anche smentito l'allarme allagamento della vecchia sede della Regione lanciato dal consigliere regionale Blasioli, con l'Aca che ha accertato che si trattava di acque bianche provenienti dall'esterno del palazzo regionale, entrate nelle canalette d'acqua piovana del palazzo che hanno scaricato all'interno nel garage, dove le pompe essendo il palazzo vuoto sono state disattivate. Petrelli ha concluso:

"Chiediamo oggi all’Aca di fornirci un cronoprogramma di tutti gli interventi previsti per il 2021 in modo da permetterci di seguire i vari step”.

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