menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

I Popolari per l'Abruzzo sul rinvio della Nuova Pescara: "È una risposta sbagliata a un problema reale"

Licio Di Biase evidenzia come il progetto di fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore sia frutto di un referendum "drogato" e non attendibile

I Popolari per l'Abruzzo ribadiscono la contrarietà al progetto della Nuova Pescara che è stato rimandato al 2023. Licio Di Biase commenta la decisione presa dal consiglio regionale, confermando la contrarietà alla fusione che sarebbe una risposta sbagliata ad un problema reale e frutto di un referendum, "drogato", passato sotto silenzio a causa delle concomitanti elezioni amministrative, regionale, ed europee.

La fusione determinerebbe la scomparsa di due dei tre consigli comunali. Questo viene considerato come un grande obbiettivo perché così si risparmierebbero risorse col taglio delle indennità e dei gettoni per assessori e consiglieri.  Non può essere preso in considerazione questo fattore. E’ grave per un Paese che si ritiene ancora democratico.

Abolendo i consigli comunali, ribadisce Di Biase, di fatto si riduce la partecipazione democratica di rappresentanza territoriale non prevedendo altri organismi intermedi come municipi, circoscrizioni e quartieri. Costituire un Comune di 200 mila abitanti sarebbe inutile, in quanto i vantaggi economici e normativi scattano per Comuni superiori ai 250 mila abitanti:

Proponiamo, progetto speciale territoriale, possibilità di intervento previsto nella legge urbanistica della Regione Abruzzo. Con tale progetto si propone di leggere e indirizzare urbanisticamente un’area molto più vasta del perimetro dei tre Comuni. Un progetto del medio-adriatico che coinvolga un’area da Francavilla a Silvi a San Giovanni Teatino fino a Città S. Angelo, in grado di essere elemento di attrazione di interessi e di attenzioni nella fascia costiera dell’Adriatico interagendo con l’altra costa dell’adriatico.

Di Biase infine ribadisce che i comuni di Pescara e Castellamare si unificarono nel 1806 dopo una separazione e non nel 1927, e per tanti secoli hanno costituito un'entità amministrativa unica.

Va ricordato che addirittura anche Spoltore nel 1928 fu annessa a Pescara, ma con l’avvento della Repubblica si decise che Spoltore dovesse tornare ad essere Comune autonomo come lo era stato per secoli, perché l’unione non funzionava.

Argomenti
Condividi
In Evidenza
Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

IlPescara è in caricamento