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Pettinari (M5S) sui 130 Oss dell'ospedale Covid: "Sbattuti fuori dal bando che avrebbe dovuto stabilizzarli"

L'esponente pentastellato chiede di "colmare immediatamente questa mancanza, impossibile disperdere la competenza di 130 operatori socio sanitari che lavorano dal primo giorno della pandemia

«La Regione Abruzzo abbandona gli operatori socio sanitari dell'ospedale Covid di Pescara».
A denunciarlo è il vice presidente del consiglio regionale, Domenico Pettinari del Movimento 5 Stelle.

«Arrivederci e grazie», scrive Pettinari, «è così che si può sintetizzare il riconoscimento della Asl e della Regione Abruzzo per gli oltre 130 operatori socio sanitari (Oss) che dai primi mesi della pandemia, fino a oggi, hanno svolto con competenza e abnegazione il lavoro in corsia nell’ospedale Covid di Pescara. Una mossa al sapor di ingiustizia. Stiamo parlando dei professionisti che sono stati giudicati eroi, di quelli che si sono trovati a svolgere il lavoro in corsia quando ancora non si sapeva quasi niente del virus, quando il vaccino era ancora una speranza e quando i reparti scoppiavano costringendo tutto il personale a turni massacranti e senza sosta. Oggi la Regione Abruzzo li manda tutti a casa perché nell’avviso pubblico emanato dalla Asl, per un’assunzione a tempo determinato di 9 mesi, si sono probabilmente dimenticati di inserire una clausola che tenesse conto anche del lavoro svolto da tutti gli OSS che fino a oggi hanno preso servizio attraverso l’azienda di lavoro interinale Manpower. Quindi oggi tutti questi professionisti che hanno lavorato senza sosta come precari, con rinnovi anche mensili, mettendo a rischio la loro stessa salute, saranno scavalcati proprio dal bando che avrebbe dovuto finalmente stabilizzarli almeno per 9 mesi. Un’assurdità in termini di giustizia aggravata dall’oggettivo carico di competenza che viene disperso con inevitabili ripercussioni sui servizi offerti nei reparti covid. È facile capire che queste persone hanno accumulato esperienza sul campo dal valore inestimabile, hanno gestito situazioni di alto rischio e conoscono a fondo i reparti e gli aspetti più duri di questa malattia. È illogico mandarli a casa e sostituirli in massa con personale, che seppur avente titolo per operare, dovrebbe ricominciare dall’inizio in termini di formazione. Ora è chiaro che l’assessore Verì deve intervenire e per questo mi rivolgo direttamente a lei. Bisogna valutare immediatamente una soluzione per non perdere il valore creato da questi professionisti, o facendo scorrere la graduatoria velocemente in modo che rientrino nell’assunzione tutti, così i “vecchi” potranno formare i "nuovi", e a guadagnarne sarebbe solo l’offerta sanitaria pubblica che di personale è carente, come sappiamo, in tutta la regione. O pensare a una proroga per coloro che fino a oggi hanno svolto il lavoro tramite l’agenzia interinale e piano piano riassorbirli con contratto Asl, tagliando una volta per tutte il filo tra Azienda sanitaria locale e agenzie interinali o, in caso più estremo, rifare il bando e prevedere oltre ai titoli una clausola che tenga conto del lavoro svolto come Oss nei reparti ospedalieri delle Asl. Sul tavolo abbiamo sia la vita di 130 famiglie abruzzesi, che da un giorno all’altro si troveranno con un disoccupato in più in casa, sia la qualità del servizio della più grande struttura Covid abruzzese. Non sono ammessi errori!». 

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