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Pescara, stabilimenti balneari sempre più grandi? La protesta di Acerbo

Maurizio Acerbo, di Rifondazione Comunista, critica l'amministrazione comunale per la delibera di giunta riguardante la possibilità di ampliare al superficie degli stabilimenti balneari in città

E' stata approvata nei giorni scorso dalla Giunta la delibera che permetterà agli stabilimenti balneari di allargare la superficie fino al 30%.

Lo ha fatto sapere Maurizio Acerbo, di Rifondazione Comunista, che critica pesantemente il provvedimento, parlando di un provvedimento che andrà ad aggravare una situazione già difficile ed al limite dello "scempio".

"A Pescara di tutto si sente la mancanza meno che di stabilimenti ancor più ingombranti. Vi sono anche altre modifiche negative su cui ritorneremo ma è bene oggi sottolineare l’indignazione e invitare la Giunta e la maggioranza a fare marcia indietro rispetto a un testo sul quale non sono nemmeno state consultate le associazioni ambientaliste e i comitati.
Le organizzazioni di categoria dei balneatori come possono pensare di ricevere solidarietà rispetto alla Bolkstein se poi chiedono di poter continuare con comportamenti così contrari alla tutela di un bene demaniale?"
ha dichiarato Acerbo, parlando di una lobby da terzo mondo legata ad interessi politici che rischia di distruggere le nostre spiagge.

Acerbo smentisce anche Del Vecchio che aveva parlato di una delibera che recepisce una modifica obbligatoria.

"La Giunta poteva dunque non recepire ma lo ha fatto. Alessandrini ancora una volta purtroppo segue le indicazioni di D’Alfonso, anzi in questo caso pure quelle di Riccardo Padovano. Ora la proposta deve essere approvata dal Consiglio Comunale. La città assisterà passivamente?" conclude Acerbo che auspica proteste e manifestazioni popolari.

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