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Sabato, 15 Giugno 2024
Politica

Il presidente Marsilio: "Lo spopolamento dell'Abruzzo dovuto a territori senza servizi"

Marco Marsilio, presidente della giunta regionale abruzzese, ritiene che lo spopolamento sia legato anche ai parametri imposti da talune leggi che riguardano scuole, ospedali, cliniche

«Lo spopolamento è legato anche ai parametri imposti da talune leggi che riguardano scuole, ospedali, cliniche, togliere i servizi da un territorio significa aumentarne i disagi e quindi favorire la fuga dalle aree interne».
Lo dice all'Adnkronos il presidente della giunta regionale Marco Marsilio.

«Non è possibile», aggiunge Marsilio, «che esistano gli stessi parametri numerici per città come Roma e Napoli, dove milioni di persone vivono in pochi chilometri quadrati, e realtà, come la nostra, fatta per lo più di piccoli paesi. I parametri per l'erogazione di taluni servizi vanno diversificati a seconda della densità demografiche e le caratteristiche orografiche di un territorio. Per questo sto parlando con i ministri Valditara e Schillaci». Intanto contro lo spopolamento la Regione sta puntando sulle legge 32/2021, nata proprio «per contrastare il declino demografico nelle zone montane, rivitalizzare il tessuto sociale ed economico dei Comuni dell'entroterra, favorendo la natalità e incentivando l’insediamento in questi centri. Una legge che abbiamo presentato, qui in Abruzzo, al ministro per la Famiglia, la natalità e le pari opportunità, Eugenia Maria Roccella, come esempio di best practice, nella speranza che il Governo voglia replicarla e implementare le misure in questi ambiti».

La legge dell'Abruzzo prevede un contributo economico annuo di 2.500 euro  a chi trasferisce la residenza in un centro montano. L’incentivo per i nuovi residenti è riconosciuto, per un triennio, in favore dei nuclei familiari che, entro novanta giorni dall'accoglimento della domanda, trasferiscono la propria residenza in un Comune di montagna dell'Abruzzo e la mantengono per almeno cinque anni unitamente alla dimora abituale. Accanto a questa iniziativa c’è la possibilità di ottenere ulteriori 2.500 euro annui per ogni bambino nato, fino al compimento del terzo anno di età. I Comuni sono quelli classificati montani sulla base dei dati Uncem: a) con popolazione inferiore ai 3.000 abitanti b) che abbiano registrato nell’arco del quinquennio 01.01.2017-01.01.2022 un calo demografico superiore alla media regionale (2,89%). Sono, altresì, compresi tutti i Comuni montani con popolazione fino a 200 abitanti, pur in assenza di calo demografico. L'importo del beneficio è raddoppiato qualora il nucleo richiedente avvii, nel piccolo Comune montano di nuova residenza, un'attività imprenditoriale, anche attraverso il recupero di beni immobili del patrimonio storico-artistico. A decorrere dal primo gennaio 2022 è stato istituito l'assegno di natalità riconoscibile in favore dei nuclei familiari, dal momento della nascita di un figlio e fino al compimento del terzo anno di vita del bambino, o dall’ingresso in famiglia di un minore in adozione o in affido fino al compimento dei tre anni di età.

«Questa legge», conclude Marsilio, «è stato un importante segnale di attenzione verso le aree interne. Il rapporto con il territorio montano, con i paesi che subiscono un lento spopolamento è importante per evitare la marginalità e l’abbandono di borghi che hanno, invece, potenzialità economiche e turistiche».

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