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L'Udc di Pescara sul decreto salvaliste: "Le regole vanno rispettate"

«Le regole sono fatte per essere rispettate». È quanto afferma il commissario comunale dell’Udc di Pescara, Giampiero Di Biase, in riferimento al contestato decreto “salvaliste” che è stato votato dal governo nei giorni scorsi

"Si è parlato molto – ricorda Di Biase – dell’esclusione delle liste del Pdl dalle regionali nel Lazio e in Lombardia a causa di errori nella documentazione e nella presentazione delle stesse. L’opinione pubblica si era divisa tra chi affermava che era ingiusto che i cittadini di quelle regioni non potessero scegliere i propri candidati e coloro che pensavano che comunque le regole sono fatte per essere rispettate».

Il decreto salvaliste «ha messo tutti d’accordo, anzi ha costretto tutti all’accordo. I cittadini comuni, quando devono fare un concorso, devono rispettare le regole nella compilazione e nella presentazione delle documentazioni pena l’annullamento della loro domanda. Evidentemente tali regole valgono solo per determinate persone: i candidati del Pdl non sono cittadini comuni come gli altri. Questo decreto potrà aprire un pericoloso precedente. Qualsiasi persona che, dopo aver consegnato la documentazione per partecipare ad un concorso, si vedrà respinta o annullata la domanda a causa di un errore potrà rivolgersi al Capo dello Stato e ottenere lo stesso trattamento riservato alle liste del Pdl?».

A questo punto Di Biase, come già fatto dal suo leader Pierferdinando Casini, ricorda che in passato «per molto meno la lista dell’Udc è stata esclusa dalle elezioni nel Trentino», chiedendosi perché all’epoca «non si è intervenuti per chiarire che la mancanza di un timbro poteva essere sanata? Perché gli elettori dell’Udc, in Trentino, per molto meno non hanno potuto votare i “loro candidati”? Ancora una volta c’è che si prende la libertà non solo di non rispettare le regole, ma addirittura di cambiarle a proprio piacimento e a partita già iniziata; questo comportamento scorretto fa mancare le certezze nella democrazia, già fragile, che ha bisogno – conclude Di Biase – di essere sostenuta da norme e comportamenti certi».

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