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Domenica, 26 Maggio 2024
Politica

Il consigliere Di Pino su viale Marconi e filovia: "A seconda delle stagioni politiche il Pd cambia posizione"

Il consigliere comunale di Pescara, Salvatore Di Pino, risponde alle accuse dei colleghi del partito democratico

«A seconda delle stagioni politiche il Pd cambia posizione».
A dirlo è il consigliere comunale del centrodestra, Salvatore Di Pino, che risponde ai suoi colleghi del Partito Democratico.

Di Pino poi ricorda: «Il 24 maggio 2019, pochi giorni prima del voto, la giunta Alessandrini, al cui interno c'erano anche Giovanni Di Iacovo, Simona Di Carlo, Marco Presutti e Giacomo Cuzzi, ha approvato il progetto per spostare il filobus su viale Marconi, prevedendo la corsia degli autobus lato monte con la contestuale eliminazione dei posti auto, le rotatorie tagliate al centro e le isole salvapedoni in corrispondenza delle fermate del bus. Quello stesso progetto nasceva ad agosto 2018, quando Antonio Blasioli era vicesindaco. Poi, però, di fronte alle proteste dei commercianti, il Pd si è tirato indietro e ha chiesto di modificare il progetto che aveva partorito la giunta Alessandrini. Oggi che la modifica è possibile, dal Pd dicono di nuovo no. Eppure sono le stesse persone. D'altra parte il Pd è abituato a queste giravolte: la stessa cosa ha fatto con la filovia che prima ha promosso, con una primogenitura passata alla storia, e poi ha fatto dietrofront fino a schierarsi con quelli che contestano la filovia e, nel contempo, con quelli che vogliono meno macchine e più mezzi pubblici».

Poi ancora Di Pino: «Su viale Marconi, in particolare, gli attuali consiglieri comunali Pagnanelli, Frattarelli, Giampietro e Di Iacovo, accompagnati dal consigliere regionale Blasioli, in perenne campagna elettorale in stile aggressivo, non solo rinnegano il loro progetto, che il centrodestra ha dovuto realizzare in continuità amministrativa per non perdere i finanziamenti legati allo Sviluppo Urbano Sostenibile cercando solo di adeguare e migliorare il progetto stesso, ma si oppongono strumentalmente all'operazione di ripristino dei parcheggi. E sono sempre le stesse persone di allora. L'operazione, di cui si parla in questi giorni con le categorie e con la città, oggi appare fattibile, essendo stato collaudato l'intervento di via Marconi ed essendo imminente l'apertura di via Benedetto Croce. Con lavori di manutenzione ordinaria si potrà eliminare la corsia preferenziale e si potranno ripristinare i parcheggi. Ma la minoranza contesta anche questo: sanno solo contestare, persino i progetti che hanno approvato loro, dicono tutto e il contrario di tutto con un opportunismo e una ipocrisia politica senza pari».

Poi Di Pino conclude in questo modo: «Rigiro a loro l'accusa di bluffare. Ci dicano se è vero o meno che la loro maggioranza ha approvato il progetto esecutivo che prevedeva l'eliminazione dei parcheggi e l'introduzione della corsia preferenziale lato monte con le rotatorie tagliate al centro; se è vero o meno che quel progetto prevedeva le isole salvapedoni in mezzo alla semi-carreggiata lato mare, predisposte per la corsia preferenziale in direzione sud-nord; se è vero o meno che quel progetto prevedeva otto incroci semaforizzati che avrebbero bloccato la viabilità con la svolta a sinistra. Noi andremo oltre quel progetto, perché oggi, grazie alle nuove strade aperte a Porta Nuova, ci sono condizioni diverse che ce lo consentono, perché ce lo chiedono i cittadini, perché nulla è statico in una città. Altre domande per il Pd, per le quali chiediamo risposte, ma già sappiamo che mai arriveranno. Perché non hanno proposto una commissione di indagine per le spese dei concerti approvate dalla maggioranza di centro-sinistra e finite nel mirino della Procura? Perché lo fanno oggi, su un progetto che loro stessi hanno voluto, e perché lanciano la proposta due mesi prima dello scioglimento del consiglio, ben sapendo che si tratta di un bluff, una presa in giro per i cittadini? Perché non si sono preoccupati della Corte dei conti quando hanno gettato al vento 250mila euro per un mercatino etnico che praticamente non ha mai funzionato? Accusano e minacciano, sempre. Eppure non erano così polemici quando ci hanno lasciato in eredità il progetto esecutivo di viale Marconi, il mercatino etnico mai entrato in funzione e il divieto di balneazione al centro della città per il mare inquinato».

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