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Giovedì, 23 Maggio 2024
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La Cassazione rigetta il ricorso del Comune: il parco di Villa Basile torna ad essere proprietà privata

I giudici hanno stabilito che, come richiesto dalla famiglia, l'area verde torni di proprietà privata in quanto il Comune, che firmò l'accordo di cessione nel 1975, ha aperto troppo tardi il parco

A poco meno di 50 anni dalla firma dell'accordo per la cessione al Comune, il parco di villa Basile ai colli torna alla famiglia e dunque di proprietà privata. Lo ha stabilito la sentenza della Cassazione con cui i giudici hanno respinto il ricorso presentato dall'amministrazione comunale che ha tentato negli ultimi anni di arrivare ad un accordo per mantenere pubblica quell'area molto amata dai residenti e dai pescaresi.

L'assessore Gianni Santilli, da noi contattato, ha spiegato che nei mesi scorsi assieme al sindaco Carlo Masci si era recato personalmente a casa dei familiari del barone Vincenzo Basile, che nel 1975 donò l'area al Comune con l'obbligo di renderla un parco pubblico. Nonostante i tentativi di trovare un accordo la famiglia anche a seguito di problematiche legate ad altre proprietà non aveva accettato e la causa giudiziaria era andata avanti, fino alla sentenza definitiva della Cassazione.

"Ora l'area non appena riceveremo tutte le carte del tribunale tornerà ad essere di proprietà privata. I nuovi giochi per bambini che erano stati installati recentemente verranno tolti e spostati su altri parchi pubblici". Ricordiamo che il contenzioso era nato in quanto negli anni, come stabilito dai giudici, il Comune aveva proceduto troppo tardi a rendere fruibile l'area verde come parco pubblico con i primi lavori iniziati solo nel 2003. Un ritardo che costerà alla città non solo la perdita del parco ma anche alle casse del Comune circa 10 mila euro di spese e indennizzi.

Il capogruppo del Partito Democratico Piero Giampietro ha commentato:

"Non è stata una sconfitta senza colpe: per decenni qualcuno si è girato dall’altra parte, facendo scadere il tempo entro il quale secondo il lascito testamentario l’area del “barone” doveva essere trasformata in parco. Chissà quanti occhi avevano puntato quell’area. Solo con la prima giunta di centrosinistra a guida D’Alfonso, nel 2003, il parco fu attrezzato, ma evidentemente era troppo tardi. Così come solo con un’altra giunta di centrosinistra, a guida Alessandrini, si è realizzato il parco del Colle del Telegrafo, a poche decine di metri.  Ora bisognerà battersi perché quello spazio non diventi ennesimo oggetto di una nuova speculazione. Ma quando ci dicono che sono tutti uguali, ricordiamoci queste cose."

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